Manca poco al 4 luglio e Roma si prepara ad accogliere 250mila spettatori per l'evento dell'anno. L'area del concerto è già presidiata dai fan più irriducibili e scatta il piano straordinario per la viabilità con metro aperte tutta la notte
Manca una settimana. Sette giorni che, per un quarto di milione di persone, hanno il sapore dell'ultimo chilometro di una maratona emotiva. Il 4 luglio non è più una data sul calendario, ma un punto d'arrivo. È 'Il giorno che aspettavo', per dirla con le parole di chi questo evento lo ha sognato, scritto e infine reso reale: Niccolò Moriconi, in arte Ultimo. A Tor Vergata, la periferia romana si sta trasformando nel cuore pulsante di un raduno generazionale. Il concerto-evento 'Ultimo 2026 – La favola per sempre' è una realtà imponente che cresce giorno dopo giorno. E mentre una macchina produttiva colossale assembla un palco lungo 140 metri, con torri alte come palazzi e una firma luminosa sospesa a 60 metri da terra, c'è chi ha già piantato le proprie radici. Con dieci giorni d'anticipo, i fan più irriducibili sono già lì, armati di tende e di una devozione che sfida il caldo torrido di questi giorni. Un atto d'amore così estremo da spingere la stessa etichetta del cantautore, la Ultima Records, a lanciare un appello quasi paterno: "Vi invitiamo a non esporvi alle temperature proibitive, evitate di mettervi in fila con troppo anticipo". Un richiamo alla prudenza che, paradossalmente, certifica la portata di un affetto che non conosce misura.
Questo concerto non nasce dal nulla. È il culmine di un percorso, l'apice di una narrazione che Ultimo ha costruito canzone dopo canzone in 10 anni di carriera. E arriva accompagnato da un nuovo album, 'Il giorno che aspettavo', interamente scritto e prodotto da Niccolò Moriconi che ha debuttato direttamente al primo posto della classifica Fimi/Niq. Un disco intimo, quasi una mappa della sua pelle, dove ogni brano è legato a uno dei suoi tatuaggi. E il titolo stesso, 'Il giorno che aspettavo', è chiaramente un riferimento diretto al 4 luglio: “Sia quello del 2026, dove farò il mega concerto di Tor Vergata davanti a 250.000 persone, sia il 4 luglio del 2019, una data che ho tatuata sul collo, quella del mio primo Stadio Olimpico”, ha detto l'artista.
Ma se l'anima dell'evento è nella musica e nell'artista, il suo corpo è la città di Roma, che si prepara a un'invasione pacifica ma complessa. L'impatto è già tangibile: fan accampati da giorni e strutture ricettive nei pressi dell'area esaurite da mesi. Di fronte a questo esodo, la Capitale ha messo in campo un piano logistico senza precedenti. Il fulcro sarà il trasporto pubblico: le metropolitane resteranno aperte tutta la notte e il biglietto di ritorno sarà incluso nel costo del concerto, un incentivo a lasciare l'auto a casa. Dalle stazioni di Anagnina (Metro A) e Giardinetti (Metro C) partiranno navette gratuite e percorsi pedonali sicuri. Per chi sceglierà l'auto, la regola è una sola: prenotazione obbligatoria del parcheggio.
Il 2 luglio, le porte delle prove generali si apriranno per le persone con disabilità, un gesto di inclusione che anticipa l'abbraccio collettivo di due giorni dopo. Sarà un'anteprima della magia, prima della grande storia. Il conto alla rovescia è quasi finito: il 4 luglio, Niccolò e il suo popolo si incontreranno a metà strada, in un punto esatto tra la favola e la realtà, per scrivere un capitolo che, comunque vada, è già nella storia.