Al via la campagna nuova campagna di sensibilizzazione lanciata da AssoConcerti per invitare il pubblico dei concerti estivi a riflettere sull’impatto devastante delle guerre e a sostenere Medici Senza Frontiere. L'attore testimonial con Sonia Bergamasco e Neri Marcoré. Sostegno anche da Fiorella Mannoia.
Un sonoro "vaffanc..., a chi dice di non schierarsi”. L'invettiva di Pierpaolo Spollon apre il lancio di 'La Pace Suona Qui', la nuova campagna di sensibilizzazione lanciata da AssoConcerti per invitare il pubblico dei concerti estivi a riflettere sull’impatto devastante delle guerre e a sostenere Medici Senza Frontiere. Una campagna, di cui l'attore è testimonial, che si gioca su un video che verrà proiettato prima dei concerti: "Quando sento dire che bisogna 'sensibilizzare', 'esporsi', come se fosse un gesto eroico… ma cosa possiamo fare se non esporci? Ci hanno fregato facendoci credere che non tutto sia politica. È tutto politica". E poi, spiegando perché non ha esistato a partecipare, aggiunge: "Sono stufo marcio di chi ci dice di stare immobili come sassi. Il minimo che posso fare è metterci la faccia". Nel suo discorso c’è anche un passaggio che suona come una risposta indiretta alle parole di Francesco De Gregori, che aveva definito "imbarazzanti" le prese di posizione politiche di Bruce Springsteen: "Non sono un grande cantautore, non ho fatto la storia della musica italiana, ma penso che, come diceva Arrigoni, per restare umani non serva quello".
Il video‑manifesto, che debutterà domani a Firenze Rocks per poi arrivare agli IDays di Milano, al Lucca Summer Festival e in decine di altri appuntamenti, vede la partecipazione amichevole di Sonia Bergamasco, Neri Marcoré e dello stesso Spollon, testimonial della campagna. È un invito a fermarsi, ascoltare, non voltarsi dall’altra parte di fronte ai conflitti dimenticati, agli ospedali colpiti, alle persone in fuga. "Siate musica. Siate ritmo. Siate vita. Finché la loro dannata guerra non sarà finita", recita la voce narrante. L’idea è semplice e potentissima: se il mondo è coperto dal rumore delle bombe, dei droni, delle esplosioni, la musica può ancora farci ascoltare gli altri.
Nel video trovano spazio anche le testimonianze dal campo degli operatori di MSF. Come quella di Elisa Manzini, pediatra in Yemen, che racconta il momento in cui il rumore più forte non era più quello delle bombe, ma quello di bottiglie di plastica riempite di sassolini, usate come maracas per aiutare i bambini malnutriti a recuperare capacità motorie. "Per la prima volta dopo giorni, quel reparto era pieno di rumore, gioco e vita. Era un caos bellissimo", dice. È il cuore della campagna: ricordare che anche nei luoghi più devastati la vita trova un modo per farsi sentire.
A sostenere il lancio della campagna c’è anche Fiorella Mannoia, da sempre in prima linea sui temi civili. "Perché è così importante portare questa campagna tra gli spettatori dei concerti? Perché la musica è l’unica forma d’arte che ha il potere di aggregazione, di riunire tanta gente. Non c’è nessun’altra forma d’arte come la musica, di tutti i generi. Credo che quello sia un veicolo più semplice per sensibilizzare su certi temi", spiega. "Lo abbiamo fatto anche con la nostra fondazione Una Nessuna Centomila. Tutto serve per scongiurare l’abitudine all’orrore, di qualsiasi tipo sia". E sul dibattito scatenato dalle parole di De Gregori aggiunge: "Se fai questa domanda a me, la risposta è ovvia: non sono d’accordo. Io mi espongo. Ma non siamo obbligati a farlo. Ognuno deve seguire la propria coscienza. Francesco non ha mai fatto proclami, ma se scavi nelle sue canzoni forse è stato, insieme a De André, il cantautore più politico. Io sento di dover parlare, ma non è obbligatorio".
L’iniziativa nasce per portare dentro i concerti - luoghi di energia, partecipazione, comunità - un messaggio di consapevolezza. "I palchi dei nostri associati possono diventare spazi di consapevolezza collettiva", spiega Bruno Sconocchia, presidente di AssoConcerti. "Attraverso i grandi numeri dei concerti possiamo raggiungere milioni di persone e trasformare ogni evento in un’occasione di riflessione civile". Una continuità con il successo del video "È come sembra", proiettato lo scorso anno in oltre 800 live e visto da più di 5 milioni di spettatori.
"In molte parti del mondo ci siamo abituati al rumore della guerra, anche se è inaccettabile", aggiunge Martina Marchiò, vicepresidente di MSF. "Con questa campagna vogliamo interrompere questa assuefazione e riportare le persone all’ascolto. Scegliere cosa ascoltare è già una presa di posizione". Attraverso un QR code e il link msf.it/pacesuonaqui, il pubblico potrà sostenere il Fondo Emergenze di MSF, che permette interventi rapidi in oltre 70 Paesi.
Spollon chiude il suo intervento riportando tutto all’essenziale: "Penso che il minimo che possiamo fare, da esseri umani, sia prenderci cura gli uni degli altri. Non esiste altro". Poi cita Carl Sagan e il "pallido puntino blu", la Terra vista dallo spazio come un granello di polvere sospeso in un raggio di sole: "Quanto siamo idioti a combattere per un pezzettino di pixel del mondo, mentre chi gioca a fare la guerra dura un attimo rispetto alla storia del pianeta". E conclude: "Assumiamoci questa responsabilità. La collettività è sempre meglio". (di Antonella Nesi)