"E' una scelta responsabile perché costruire uno stadio significa consumare 15-20 ettari di nuovo suolo e quando si può rigenerare una struttura già esistente dobbiamo farlo anche per salvare un monumento. Lo stadio Flaminio è un'opera straordinaria ma è in cemento armato e se non viene restaurato potrebbe crollare come il Ponte Morandi". Lo ha detto Marco Casamonti, professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana alla Scuola politecnica di Genova e fondatore dello studio Archea associati, tra gli intervenuti al Forum Adnkronos al Palazzo dell'Informazione sul progetto del nuovo stadio della Lazio.