La dichiarazione del presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin dopo l'incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine del vertice della Comunità Politica Europea di Yerevan
"La Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime di Crans Montana". L'annuncio oggi, lunedì 4 maggio, su X del presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin, dopo aver incontrato la premier Giorgia Meloni a margine del vertice della Cpe a Yerevan. Nella notte di Capodanno nell'incendio del bar 'Le Constellation' hanno perso la vita 41 ragazzi e 115 sono rimasti feriti. "Ho confermato a Meloni - ha scritto - che la Confederazione esaminerà la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti".
Con il presidente della Svizzera, ha spiegato la premier Giorgia Meloni, si è discusso della "questione annosa delle fatture ospedaliere". "Ho avuto per ora intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie" delle vittime di Crans Montana "e, poi, vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale".
Nell'aprile scorso, dopo la tragedia di Crans Montana a Capodanno, le famiglie dei ragazzi italiani feriti hanno ricevuto una richiesta via e-mail per le cure, prestate negli ospedali svizzeri. Conti da 17mila a 66mila euro. Migliaia di euro anche per poche ore di ricovero, prima del trasporto d'urgenza in elicottero a Milano.
Fatture, che hanno suscitato disappunto e dispiacere nei genitori dei giovani pazienti, ancora adesso alle prese con il lungo percorso di recupero dopo i gravi danni subiti. Immediata la risposta da Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la richiesta "ignobile". "Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata".
Ces frais seront pris en charge par l'aide aux victimes, dans la mesure où ils ne sont pas couverts par les assurances.
— Guy Parmelin (@ParmelinG) May 4, 2026
Afin d'éviter tout malentendu, la Suisse n'enverra plus de copies de factures aux familles des victimes.
Oggi c'è stato l'incontro risolutivo con il il presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin e la dichiarazione sullo stop alle fatture per le famiglie dei ragazzi italiani feriti.
Échange au sujet de Crans-Montana avec la présidente du Conseil des ministres @GiorgiaMeloni en marge de l'#EPCYerevan2026. pic.twitter.com/Pt7PRtrFRv
— Guy Parmelin (@ParmelinG) May 4, 2026
Parmelin su X ha spiegato che la Confederazione esaminerà la fatturazione tra Stati e che le spese saranno coperte dall'"aiuto alle vittime" se non già coperte da assicurazioni.
Meno di un mese fa l'Italia si è costituita parte civile nel processo penale per la strage di Crans-Montana. La presidenza del Consiglio dei ministri, "tramite l’Avvocatura Generale dello Stato, che a sua volta ha delegato uno studio legale elvetico", ha "depositato l’atto di costituzione di parte civile della Repubblica Italiana" nel procedimento penale relativo all’incendio avvenuto nella località Svizzera tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, sottolineando "come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento" venga "considerato estremamente verosimile", cosa che, giustificherebbe "la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili".
Intanto i pm di Roma sono in attesa di ricevere i risultati complessivi delle autopsie eseguite sui corpi dei 6 giovani italiani morti nella strage al bar Le Constellation di Crans Montana. Nell’ambito della collaborazione giudiziaria con la Svizzera, i risultati degli esami autoptici saranno poi inviati ai magistrati elvetici. Al momento la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques e Jessica Moretti, gestori del bar Le Constellation e procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
I pm capitolini intanto sono in attesa di ricevere i documenti dall’autorità giudiziaria di Sion selezionati, durante l’incontro del 25 marzo, e una volta avuto gli atti, potrebbero procedere a nuove iscrizioni sul registro degli indagati, in particolare per i mancati controlli sulla sicurezza.