La riedizione dell'acclamato action di Capcom mette alla prova il nuovo hardware Nintendo offrendo un'elevata fluidità, pur dovendo accettare piccoli compromessi sulla pulizia visiva complessiva e l'assenza di alcune modalità
Negli ultimi anni Capcom ha consolidato una posizione di rilievo nel panorama videoludico globale, inaugurando una fase di successi costanti e produzioni di alto profilo a partire dal 2017. Sebbene il futuro della saga di Devil May Cry rimanga incerto a causa di recenti avvicendamenti interni e cambi di leadership, il debutto di Devil May Cry 5 Devil Hunter Edition su Nintendo Switch 2 rappresenta un'opportunità strategica per estendere la fruizione di uno dei capitoli più apprezzati della serie a un nuovo bacino di utenza, capitalizzando sulle capacità della piattaforma Nintendo di nuova generazione.
La struttura narrativa si articola attorno a tre protagonisti impegnati nel contrastare la minaccia demoniaca di Urizen, supportata da un compendio video iniziale utile per i neofiti della saga. Il fulcro dell'esperienza risiede in un sistema di combattimento collaudato che premia la varietà delle combinazioni offensive all'interno di arene circoscritte. La valutazione dello stile, elemento cardine del franchise, incentiva l'abbandono delle strategie ripetitive a favore di un approccio dinamico e diversificato, strettamente legato alle peculiarità tecniche di ciascun personaggio giocabile.
Nero propone un bilanciamento ottimale tra attacchi ravvicinati e a distanza, arricchito dall'introduzione dei Devil Breaker, protesi cibernetiche distruttibili che offrono abilità variabili, tra cui spiccano scariche elettriche e soluzioni ispirate ad altre storiche proprietà intellettuali dell'azienda. Dante mantiene la classica flessibilità legata al cambio istantaneo dei quattro stili e delle armi, potenziata dalla barra del Devil Trigger che consente di sbloccare temporaneamente una forma demoniaca dai parametri offensivi nettamente incrementati per superare le situazioni di svantaggio numerico.
Al contrario, la gestione del personaggio V introduce una variazione ritmica che evoca dinamiche simili a quelle osservate in produzioni analoghe come Bayonetta 3, delegando il combattimento a tre evocazioni distinte prima del colpo di grazia finale impartito manualmente. Questa impostazione genera tuttavia un parziale distacco dall'azione diretta rispetto alla precisione millimetrica degli altri protagonisti. Completa l'offerta la presenza di Vergil, caratterizzato da una rapidità e una potenza tali da ridefinire l'approccio alle missioni e offrire un'alternativa di alto livello per i contenuti avanzati.
Dal punto di vista tecnico, la conversione per l'hardware Nintendo garantisce il raggiungimento dei sessanta fotogrammi al secondo, obiettivo fondamentale per preservare l'esperienza di gioco originaria. La stabilità del frame rate richiede comunque alcune rinunce visive, riscontrabili nella definizione della resa dei dettagli poligonali e in una leggera perdita di nitidezza durante la modalità portatile. L'assenza della modalità Legendary Dark Knight preclude a questa edizione lo status di versione definitiva, ma non inficia il valore complessivo di un porting solido, capace di confermare la flessibilità del motore grafico proprietario.