Verso le amministrative nelle grandi città, le scelte dei candidati

05 agosto 2026 | 11.38
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La corsa alle prossime elezioni amministrative nelle grandi città è già entrata nel vivo, anche se in molti casi i nomi dei candidati non sono stati ancora ufficializzati. Le principali forze politiche sono impegnate in una complessa fase di trattative, valutazioni e confronti interni. Nei grandi centri urbani, il profilo personale del sindaco pesa spesso quanto, se non più, del simbolo di partito.

Per il centrodestra la sfida consiste nel mantenere l'unità della coalizione, evitando che le trattative sulle candidature si trasformino in motivo di divisione tra i partiti alleati. L'obiettivo è individuare nomi condivisi, capaci di rappresentare un punto di equilibrio tra le diverse sensibilità politiche e di affrontare campagne elettorali sempre più personalizzate. Nel campo del centrosinistra l’obiettivo è dare continuità a una strategia, quella di costruire un campo largo credibile, che sul piano delle amministrative ha dato finora risultati confortanti. In questo tipo di consultazioni hanno sempre il loro peso le liste civiche e i candidati espressione della società civile, spesso considerati una risorsa per intercettare il voto di chi guarda con diffidenza alla politica organizzata. Le prossime settimane saranno decisive per sciogliere le ultime riserve. Particolarmente attese le decisioni dei due schieramenti per Roma e per Milano. Nella Capitale, scontata la ricandidatura del sindaco uscente Roberto Gualtieri per il centrosinistra, è il centrodestra a dover sciogliere le riserve sullo sfidante. Il nome arriverà in autunno, forse addirittura tra novembre e dicembre, ma nella coalizione non tutti sono d'accordo con la tempistica. Un punto d'unione però c'è: "Serve un politico". I nomi in ballo per le elezioni del 2027 sono sempre gli stessi e anche negli ambienti del centrodestra romano vengono confermati: Fabio Rampelli, Roberta Angelilli, Luciano Ciocchetti. Non Arianna Meloni, la sorella della premier che ha in mano la segreteria politica del partito: “Lo ha detto più volte, non penso proprio sia nelle sue priorità”, ripete chi parla spesso con lei. A Milano, nel centrodestra è l’eurodeputata Silvia Sardone a chiedere le primarie di coalizione dopo aver vinto le primarie della Lega. Il suo profilo, però, non piace né a Forza Italia né ai centristi uniti nel sostenere Carlo Cottarelli, noto economista che tra il 2022 e il 2023 è stato in Senato col Pd. Ignazio La Russa, presidente del Senato e uomo forte di Fdi a Milano, ha finora sostenuto la candidatura di Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, profilo politico, a differenza di Cottarelli, percepito come tecnico. Contestualmente al nome del candidato, il centrosinistra deve sciogliere due nodi: il metodo col quale sceglierlo e l’ampiezza della coalizione. Due temi legati. Il Pd spinge per le primarie, che però non piacciono ad Azione e Italia Viva. Il Pd vorrebbe tener dentro tutti, ma Azione e Movimento 5 Stelle sono in reciproca opposizione. Come candidati sono in lizza Mario Calabresi, ex direttore della Stampa e di Repubblica, figlio del commissario ucciso nel 1972 da Lotta Continua; Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Consiglio regionale; Anna Scavuzzo, vicesindaca sempre del Pd, e Emmanuel Conte, assessore eletto con la lista Sala.

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