Bimbo di 8 anni trovato morto in casa, corpo della madre in mare: l'allarme del padre

La tragedia familiare a Calimera, in provincia di Lecce. L'ipotesi è quella di omicidio-suicidio, aperto fascicolo. Il padre del bambino aveva denunciato l'ex

L'abitazione dove è stato trovato il bimbo
L'abitazione dove è stato trovato il bimbo
19 novembre 2025 | 08.54
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E' stato il padre del piccolo Elia, 8 anni, ritrovato morto in casa martedì pomeriggio a Calimera, in provincia di Lecce, a dare l'allarme. Poco prima un sommozzatore aveva trovato in mare a Torre dell'Orso il corpo senza vita della madre 35enne di origini calabresi, Najoua Minniti. Sul corpo del piccolo i segni di una probabile morte traumatica. I due vivevano separati. L'ipotesi è quella di omicidio-suicidio. 

Sulla morte di madre e figlio è stato aperto un fascicolo di inchiesta è stato aperto dalla Procura della Repubblica di Lecce. Il piccolo, secondo la prima ispezione cadaverica, presentava segni di violenza sul corpo.

La denuncia del padre di Elia all'ex compagna

Il padre del piccolo Elia, separato dalla compagna da circa un anno, aveva presentato una denuncia-querela nei confronti della ex compagna, segnalando i malsani propositi che la donna avrebbe manifestato il 16 dicembre dell'anno scorso. La querela era stata archiviata.

La querela era stata archiviata. Nell'immediato il giudice aveva disposto un provvedimento d'urgenza con cui il bambino veniva tolto alla madre e collocato presso il papà e i nonni. Quindi, a quel punto, è iniziato un percorso con il Centro di Salute mentale "che alla fine ha stabilito che la donna - spiega all'Adnkronos l'avvocato Mario Fazzini, che tutela il padre del piccolo e la sua famiglia - poteva riprendere i contatti con il bambino". Si è arrivati a un accordo davanti al Tribunale ordinario con il quale si è scelta la strada dell'affido condiviso e il piccolo è stato collocato nuovamente in casa della mamma, "alla luce del parere del Csm", aggiunge.

"Il tribunale - continua l'avvocato - aveva disposto che lo stesso Csm, insieme ai servizi sociali, doveva far seguire alla signora un percorso sulla genitorialità e sui comportamenti, cosa che in questi mesi la signora non ha fatto. Motivo per il quale avevamo sporto una ulteriore querela anche perché c'erano stati dei danni alla macchina del mio cliente, inoltre la signora non ottemperava a quanto previsto dalla sentenza. C'erano delle cose su cui si stava indagando".

Era stato concordato l'affido condiviso "a seguito di una transazione", spiega l'avvocato Fazzini. "C'era anche un curatore speciale, erano intervenuti i servizi sociali e il Csm", aggiunge. "L'affido prevedeva un diritto di visita altissimo", prosegue. Era quasi un 'alternato', in modo da poter monitorare i comportamenti della signora ma mai si poteva pensare che si potesse giungere a un epilogo del genere".

Secondo quanto riferisce il legale, il padre di Elia "ieri come di consueto quando gli spettava di tenere il piccolo fino a sera, è andato a scuola per prelevarlo ma non l'ha trovato. Il bimbo non era proprio andato. Ha telefonato quindi alla ex compagna e al bambino ma non hanno risposto. Probabilmente il suo numero era bloccato su quelle utenze". Infine ha telefonato al proprio legale che gli ha consigliato di recarsi immediatamente ai carabinieri dove "ha presentato denuncia di scomparsa", spiega Fazzini. "Ha telefonato anche al 112, sono iniziate le indagini", evidenzia. Grazie ai contatti con il proprietario della casa della signora sono arrivate le chiavi e una volta dentro è stata fatta la scoperta macabra.

L'autopsia sul corpo del piccolo verrà svolta domani, al massimo dopodomani. La donna riprendeva spesso in foto e video il proprio bambino e postava le immagini sul suo profilo Facebook.

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