Israele e Iran fermano attacchi, Netanyahu: "Teheran è debole, battaglia non è finita"

Nuova escalation dopo 60 giorni di cessate il fuoco. Lo stop dopo le pressioni del presidente Usa Trump. Il primo ministro israeliano: "Stiamo distruggendo Hezbollah, nord Israele sarà sicuro"

Missile israeliano - Afp
Missile israeliano - Afp
08 giugno 2026 | 07.03
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Svolta improvvisa nella nuova escalation tra Israele e Iran. Secondo fonti israeliane, il governo di Benjamin Netanyahu ha sospeso gli attacchi contro Teheran dopo le pressioni del presidente americano Donald Trump, che nelle ultime ore ha chiesto alle parti di fermare immediatamente le ostilità.

Anche da Teheran è arrivato un segnale di de-escalation. Poco dopo l'appello del presidente americano a Israele e Iran affinché smettessero di "sparare", il comando militare iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato la cessazione delle operazioni contro lo Stato ebraico, rivendicando però una "risposta dolorosa" ai raid israeliani.

La tensione resta però altissima. "L'Iran e Hezbollah hanno cercato di imporci una nuova equazione, e questo è intollerabile e inaccettabile per me. Pensavano di poter sparare dal territorio libanese e dall'Iran contro Israele, e che noi non avremmo reagito. Questo non è successo e non succederà, non finché sarò io al comando", ha dichiarato Netanyahu in una dichiarazione ai media. Israele sospende "per ora" le operazioni contro l'Iran, ma la guerra con Teheran e Hezbollah non è conclusa e ogni nuovo attacco riceverà una risposta con la forza, ha quindi affermato il primo ministro israeliano.

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