Iran, Trump valuta attacco. Teheran: "Pronti a risposta schiacciante"

Il presidente Usa ha lanciato un ultimatum a Teheran: "Negozi un accordo equo e giusto"

Donald Trump (Afp)
Donald Trump (Afp)
29 gennaio 2026 | 07.53
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Il presidente Donald Trump sta valutando la possibilità di un nuovo attacco contro l'Iran dopo che le discussioni preliminari tra Washington e Teheran sulla limitazione del programma nucleare del Paese e sulla produzione di missili balistici non hanno portato progressi. A scriverne è la Cnn, che cita fonti a conoscenza delle discussioni interne all'amministrazione americana.

Ieri Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran: "Si spera che l'Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo equo e giusto - SENZA ARMI NUCLEARI - che sia vantaggioso per tutte le parti. Il tempo sta per scadere".

Esercito: "'Risposta schiacciante' se Usa attaccano"

Teheran minaccia "una risposta schiacciante" in caso di attacco degli Stati Uniti, anche grazie a mille nuovi droni. Citato dalla tv di Stato, il capo dell'Esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha detto: di fronte alle "minacce che dobbiamo affrontare", l'esercito ha come "priorità quella di rafforzare le proprie risorse strategiche in vista di una risposta rapida e schiacciante a qualsiasi invasione e attacco".

Su suo ordine, ha fatto sapere ancora, i reggimenti di combattimento sono stati dotati di "1.000 droni strategici" fabbricati dall'"esercito in collaborazione con il ministero della Difesa, in conformità con le nuove minacce e gli insegnamenti tratti dalla guerra di 12 giorni" con Israele a giugno.

E la risposta a un eventuale attacco degli Stati Uniti sarà "immediata e decisiva", ha confermato il portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia, avvertendo che le basi militari statunitensi nella regione e una portaerei americana potrebbero diventare obiettivi.

Intervenendo alla televisione di Stato dopo il dispiegamento nella regione della portaerei Uss Abraham Lincoln, Akraminia ha affermato che le portaerei Usa presentano "gravi vulnerabilità" e che numerose basi americane si trovano "a portata dei nostri missili a medio raggio". "Se gli americani dovessero commettere un simile errore di calcolo – ha avvertito – non andrebbe affatto come Trump immagina, con un’operazione rapida e poi, due ore dopo, un post per dire che tutto è finito".

Le opzioni

Tra le opzioni per un potenziale attacco all'Iran, il presidente Trump starebbe valutando quelle di attacchi aerei militari statunitensi diretti contro i leader iraniani e i funzionari della sicurezza ritenuti responsabili delle uccisioni di manifestanti, attacchi contro siti nucleari iraniani e istituzioni governative. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su come procedere ma ritiene che le sue opzioni militari siano state ampliate rispetto all'inizio di questo mese, ora che un gruppo d'attacco di portaerei statunitensi è presente nella regione: il Gruppo della Portaerei USS Abraham Lincoln è entrato nell'Oceano Indiano lunedì e continua ad avvicinarsi all'Iran, dove potrebbe supportare eventuali operazioni contro il Paese o a protezione degli alleati regionali.

Gli Stati Uniti e l'Iran avevano scambiato messaggi - anche tramite diplomatici omaniti e tra l'inviato di Trump Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi - all'inizio di questo mese riguardo a un possibile incontro per evitare un attacco statunitense, che Trump aveva minacciato in risposta alla repressione dei manifestanti.

Si è avuta una breve discussione su un incontro di persona, ma non si è mai concretizzato, ha spiegato una fonte. Non ci sono state trattative dirette vere e proprie tra Stati Uniti e Iran, perché Trump ha intensificato le minacce di azione militare negli ultimi giorni.

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