Iran agli Usa: "Ignorare pressioni di Israele". Netanyahu vola da Trump

Il monito di Teheran e il viaggio anticipato a Washington del primo ministro israeliano. "Motivi di sicurezza", freelance israelo-russo fatto scendere dall'aereo di Netanyahu

Iran, murales anti Usa a Teheran - Afp
Iran, murales anti Usa a Teheran - Afp
10 febbraio 2026 | 11.33
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"L'Iran sta negoziando con gli Stati Uniti. E' la Casa Bianca che deve operare libera da pressioni esterne, in particolare da parte di Israele, che ignora gli interessi della regione e persino gli interessi americani". A lanciare il monito è il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baqaei, in dichiarazioni rilanciate dall'agenzia iraniana Merh nel giorno in cui il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parte per gli Stati Uniti.

Trump: "L'Iran non possiederà missili o armi nucleari"

Intanto Donald Trump assicura che l'Iran "non possiederà missili o armi nucleari" e di stare valutando l’invio di una seconda portaerei in Medio Oriente in vista di una possibile azione militare se i negoziati con l’Iran dovessero fallire. "Abbiamo un’armata che si sta dirigendo laggiù e un’altra potrebbe partire", ha dichiarato ad Axios, aggiungendo di starci "pensando".

"O faremo un accordo, oppure dovremo fare qualcosa di molto duro come l’ultima volta", ha aggiunto riferendosi ai raid statunitensi contro siti nucleari iraniani dello scorso giugno.

Netanyahu oggi a Washington, incontro con Trump anticipato a domani

Netanyahu, ha spiegato un funzionario israeliano al Times of Israel, "si sta recando a Washington per incontrare il presidente Trump con l'obiettivo di influenzare i negoziati con l'Iran".

Inizialmente il primo ministro avrebbe dovuto recarsi a Washington entro la fine del mese, ma gli è stato chiesto di anticipare l'incontro con Trump, un segnale, scrive il giornale israeliano, di preoccupazione per la direzione che potrebbero prendere i colloqui tra Stati Uniti e Iran. L'incontro alla Casa Bianca si terrà domani alle 11 ora locale, le 17 in Italia, ha reso noto l'ufficio del primo ministro israeliano, precisando che al momento non sono previste conferenze stampa né dichiarazioni sia prima che dopo il faccia a faccia.

"Il primo ministro Netanyahu ritiene che qualsiasi accordo non debba solo impedire all'Iran di tentare di riarmarsi con armi nucleari ed eliminare ogni possibilità di arricchimento dell'uranio", continua il funzionario al Times of Israel, "ma anche limitare i missili balistici e garantire la cessazione del sostegno e del finanziamento al terrorismo da parte dell'asse del male".

Lo stesso Netanyahu ha spiegato che i colloqui si concentreranno sulla Striscia di Gaza, sulla situazione regionale e, "in primo luogo", sui negoziati con l'Iran.

Parlando con i giornalisti prima del decollo, il capo del governo israeliano ha dichiarato che chiarirà a Trump quali sono i "principi fondamentali" di Israele per qualsiasi trattativa con Teheran, sottolineando che si tratta di elementi essenziali "non solo per Israele, ma per chiunque desideri la pace e la sicurezza".

La scorsa settimana alti funzionari iraniani e statunitensi hanno tenuto dei colloqui in Oman, che entrambe le parti hanno definito positivi. Ieri Teheran ha proposto possibili concessioni sulle sue scorte di uranio arricchito, ma si rifiuta di discutere del suo programma missilistico o del suo sostegno alle milizie armate in tutto il Medio Oriente.

La visita negli Stati Uniti del 18-22 febbraio del premier israeliano non è intanto stata cancellata, ha spiegato un funzionario israeliano citato dal Times of Israel. La prossima settimana, Netanyahu dovrebbe partecipare alla riunione del Consiglio per la Pace, il 19 febbraio, ed intervenire alla conferenza dell'Aipac (American Israel Public Affairs Committee) il 22 febbraio.

Giornalista israelo-russo fatto scendere dall'aereo di Netanyahu

Intanto il giornalista freelance israelo-russo Nick Kolyohin è stato fatto scendere dall’aereo del primo ministro israeliano pochi istanti prima della partenza, dopo un ultimo controllo di sicurezza. Lo riferisce il Jerusalem Post. Secondo il racconto del reporter, aveva ricevuto regolare autorizzazione a viaggiare con la delegazione stampa del premier, ma è stato fermato al gate e invitato a lasciare il velivolo da funzionari della sicurezza, che gli avrebbero spiegato la necessità di verifiche sui suoi "rapporti".

L’ufficio del primo ministro ha confermato l’episodio al Post, spiegando che "per ragioni di sicurezza, i responsabili hanno deciso di non consentirgli di salire a bordo del volo". Anche lo Shin Bet ha precisato che le decisioni sull’accesso a viaggi sensibili vengono prese nell’ambito del suo mandato legale per proteggere il primo ministro e la sicurezza nazionale.

Kolyohin ha un passato nelle Forze di Difesa israeliane, dove ha servito in un’unità da combattimento d’élite. Successivamente ha lavorato per anni nella televisione israeliana, ricoprendo anche l’incarico di vicedirettore del principale telegiornale di Channel 10 ed è stato corrispondente per scienza, tecnologia e ambiente fino al 2016.

Dal 2018 è corrispondente in Israele per l’agenzia di stampa cinese Xinhua e lavora come freelance per diversi media internazionali, tra cui Newsmax negli Stati Uniti e Izvestia in Russia. Secondo il Post, collabora anche con Russia Today, canale ufficiale del Cremlino, per cui si occupa spesso di Medio Oriente, Israele, Iran, guerra a Gaza e dei principali dossier geopolitici internazionali.

Larijani in Oman, colloqui con il sultano dopo i negoziati di Muscat

Intanto Ali Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, è arrivato in Oman a pochi giorni dai colloqui sul nucleare che si sono tenuti a Muscat. Come spiega l'agenzia di stampa Irna, Larijani terrà colloqui con il sultano dell'Oman Haitham bin Tariq e con il ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad al-Busaidi. Al centro dei colloqui, afferma l'Irna, gli ultimi sviluppi regionali e internazionali, oltre alla cooperazione economica tra Iran e Oman.

Comandante aeronautica Teheran avverte: "In caso di attacco, risposta ferma"

"L'aeronautica è pienamente pronta e risponderà con fermezza in caso di attacco', ha intanto avvertito il comandante dell'aeronautica militare iraniana Bahman Bahmard sottolineando che ''la grande esperienza maturata nei 12 giorni di guerra con Israele ci ha aiutato a riabilitare la nostra capacità di combattimento".

L'esercito iraniano ha affermato, in una nota in occasione del 47esimo anniversario della Rivoluzione Islamica, che "le forze affronteranno con forza le minacce e risponderanno in modo completo e deciso a qualsiasi aggressione".

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