Femminicidio A1, l'avvocato della famiglia Isceri: "Vella in cura da psichiatra? Qualcuno potrebbe aver letto male momento di criticità"

Cosimo Miccoli , parlando con i giornalisti a margine dei funerali di Lorena Isceri svoltasi questo pomeriggio a Squinzano: "Forse poteva essere fatto qualcosa"

Femminicidio A1, l'avvocato della famiglia Isceri:
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09 settembre 2026 | 19.08
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"Il quadro giudiziario probabilmente è quello, però il pubblico ministero starà facendo anche tutte le altre sue valutazioni sulle quali noi non intendiamo interferire e sapremo nei prossimi giorni quali sono gli esiti di queste indagini anche di natura tecnico-investigativa". Lo ha detto l'avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia di Lorena Isceri uccisa a Firenze il 3 settembre dal suo ex compagno, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia funebre svoltasi questo pomeriggio a Squinzano, in provincia di Lecce.

Sul ruolo dello psichiatra che aveva in cura Federico Vella l'avvocato non entra nel merito ma si limita a dire che "qualcuno potrebbe aver letto male questo momenti di criticità e poteva essere fatto qualcosa". Nei giorni scorsi era infatti emerso che il 36enne era stato in cura per 15 anni da uno specialista che raggiunto dai microfoni del Tg1, a condizione di anonimato, aveva detto: "L'ultima volta che l'ho visto è stato la scorsa settimana. Era relativamente tranquillo, relativamente... non c'era nessun tipo di segnale. Non me lo sarei mai aspettato per come lo conoscevo e per quello che mi ha raccontato della relazione".

Sulla possibilità che Lorena fosse in vita al momento in cui è stata lanciata dal viadotto - come emerso dai primi risultati dell'autopsia - "è uno dei due quesiti che il pubblico ministero ha posto ai consulenti. Ci impiegheranno 90 giorni di tempo per produrre l'elaborato peritale e stabilire sia la risposta ufficiale. Il quesito è chiaro. Era emerso, per effetto di fughe di notizie, indiscrezioni giornalistiche, non so, il fatto che fosse viva. I consulenti hanno tenuto a dirmi che loro non sono ancora nelle condizioni di stabilire se è così oppure no". Prima di essere scaraventata dal viadotto "è stata percossa nel garage, caricata nel bagagliaio e poi portata per 20 minuti in giro fino a raggiungere il ponte dal quale è stata buttata giù".

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