L’orafo e designer porta nel Principato una visione contemporanea dell’alta gioielleria italiana
In un contesto internazionale complesso, segnato da prezzi record dell’oro, tensioni geopolitiche e maggiore prudenza nei consumi, il comparto orafo italiano continua a distinguersi per capacità di adattamento, qualità manifatturiera e presidio della fascia alta del mercato. Secondo gli ultimi dati elaborati da Club degli Orafi Italia e Intesa Sanpaolo, al netto dell’eccezionale “effetto Turchia” che aveva spinto l’export a livelli record nel 2024, le esportazioni italiane di gioielli hanno registrato nel 2025 una crescita del 7,6%, sostenute in particolare da mercati come Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Canada.
In questo scenario l’alta gioielleria italiana torna protagonista nel Principato di Monaco con la partecipazione di Massimo Palmiero - fondatore e direttore creativo di Calix - alla Luxury Monte-Carlo | The Unique Show 2026, dall’11 al 13 giugno al Le Méridien Beach Plaza. La manifestazione, che riunisce oltre 60 marchi internazionali, è diventata un osservatorio privilegiato per un settore chiamato a misurarsi non solo sulla qualità delle creazioni, ma anche sulla capacità di interpretare un mercato in trasformazione, costruendo nuove connessioni tra brand, collezionisti e territori.
Attivo con il marchio Calix dal 1985 a Roma, Palmiero lavora su una idea di gioiello profondamente legata ai valori del Made in Italy: cultura della manifattura, sensibilità estetica, cura del dettaglio e attitudine a trasformare la tradizione in linguaggio contemporaneo. Le sue creazioni, riconoscibili per il design deciso, la forte personalità e l’attenzione all’unicità, guardano al gioiello come una micro-scultura indossabile, pensata per una clientela internazionale attenta a identità e contenuto creativo.
All’interno del percorso espositivo, la presenza di Calix rappresenta una delle voci più originali del panorama orafo italiano contemporaneo. Per l’edizione 2026 di Luxury Monte-Carlo, Palmiero presenta una selezione di pezzi unici che esplorano l’alternanza tra diamanti e pietre di colore con tagli meno convenzionali, valorizzando il carattere irripetibile di ogni gioiello. Particolare rilievo assume l’uso di materiali alternativi – dal carbonio allo zirconio al titanio – accostati ai metalli preziosi per creare contrasti materici e cromatici inediti, in linea con una ricerca stilistica che coniuga rigore artigianale e sperimentazione formale.
“Luxury Monte Carlo è uno dei pochi contesti in cui il gioiello può raccontarsi come opera d’arte, prima ancora che come oggetto di consumo. Portare qui il nostro Made in Italy - sottolinea Palmiero - significa testimoniare quanto la creatività italiana sappia ancora distinguersi, anche in una fase di mercato complessa e selettiva”.
Per l’Italia, la partecipazione di realtà come quella di Palmiero rappresenta un’occasione di visibilità e di posizionamento strategico, in un quadro in cui il Paese è riconosciuto sia per la forza dei distretti produttivi sia per la capacità dei singoli autori di proporre linguaggi contemporanei fedeli a una tradizione artigianale unica al mondo.