Massa: i video, il pugile minorenne e l'autopsia. Cosa sappiamo dell'omicidio di Giacomo Bongiorni

Cinque, tra cui tre minorenni, sono gli indagati per concorso in omicidio volontario e rissa. Nodo centrale dell’inchiesta è stabilire se la morte dell'uomo sia stata causata da un singolo colpo oppure dalla somma delle lesioni riportate durante la colluttazione

Il minorenne fermato per l'omicidio di Bongiorni - Ipa
Il minorenne fermato per l'omicidio di Bongiorni - Ipa
15 aprile 2026 | 06.43
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Una sequenza di violenza improvvisa, brutale e letale, ricostruita attraverso immagini di videosorveglianza senza audio, testimonianze ancora frammentarie e accertamenti medico-legali in corso. È il quadro su cui stanno lavorando la Procura di Massa e la Procura per i Minorenni di Genova nell’inchiesta sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto dopo un’aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi in piazza Felice Palma, nel centro di Massa, a pochi passi dal Municipio. La vicenda ha scosso profondamente la comunità apuana e ha portato all’iscrizione di cinque giovani nel registro degli indagati: due maggiorenni e tre minorenni, tutti accusati – a vario titolo – di concorso in omicidio volontario e rissa aggravata.

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La ricostruzione degli inquirenti

Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe iniziato in piazza Felice Palma, dove era presente anche la famiglia della vittima: la compagna, il figlio di 11 anni e alcuni parenti, tra cui un cognato, che avrebbero assistito alle fasi iniziali della lite. La situazione sarebbe degenerata rapidamente dopo un primo diverbio tra gruppi di giovani. In pochi istanti, da un richiamo o da un episodio di tensione – forse anche il lancio di bottiglie – si sarebbe passati alla colluttazione. Le immagini delle telecamere mostrerebbero un primo momento di contatto fisico, poi un pugno che avrebbe fatto cadere a terra Bongiorni. Da quel momento, secondo gli inquirenti, si sarebbe sviluppata una seconda fase dell’aggressione, con ulteriori colpi inferti mentre la vittima era già a terra.

Video al setaccio

Le registrazioni video, prive di audio, sono il perno dell’indagine. Gli investigatori stanno analizzando ogni fotogramma per ricostruire la sequenza esatta dei colpi e individuare il momento in cui si è verificato il trauma fatale. Il punto centrale dell’inchiesta è proprio questo: stabilire se la morte sia stata causata da un singolo colpo oppure dalla somma delle lesioni riportate durante la colluttazione.

Tra i fermati figurano due maggiorenni: Ionut Alexandru Miron, 23 anni, che avrebbe già fornito una versione dei fatti durante l’interrogatorio con i carabinieri, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni, che invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per entrambi è contestato il concorso in omicidio volontario.

Un pugile tra i minorenni coinvolti

Sul fronte dei minorenni, la Procura genovese segue tre indagati, uno dei quali è stato sottoposto a fermo e trasferito in una struttura di accoglienza a Genova. Gli altri due risultano iscritti nel registro degli indagati e la loro posizione è ancora al vaglio. Tra i minorenni coinvolti figura anche un 17enne, descritto negli atti come una promessa della boxe toscana. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe partecipato attivamente alla fase centrale dello scontro. Il ragazzo avrebbe riferito di aver reagito dopo aver ricevuto una testata da Bongiorni: circostanza ora al vaglio degli investigatori attraverso il confronto con le immagini. Per lui è stato previsto il collocamento in una comunità per minori. Nella giornata di giovedì 16 presso il Tribunale per i minorenni di Genova si celebrerà l’udienza di convalida del fermo del minorenne

Gli investigatori del nucleo investigativo dei carabinieri di Massa Carrara e del nucleo operativo e radiomobile stanno lavorando per definire le responsabilità individuali all’interno di una dinamica collettiva. Secondo una prima ipotesi, la lite sarebbe nata da un episodio apparentemente banale, ma degenerato rapidamente in rissa. Nel capo d’imputazione si fa riferimento anche al successivo coinvolgimento dei due maggiorenni, che si sarebbero inseriti nella fase più violenta dello scontro. Gli inquirenti parlano di un quadro “chiaro nella dinamica generale, ma ancora da completare nei dettagli decisivi”, soprattutto per quanto riguarda il ruolo specifico dei singoli partecipanti.

Fondamentale sarà l'esito dell’autopsia affidata al professor Francesco Ventura, incaricato dalla Procura per i Minorenni di Genova, che si è svolta ieri nel capoluogo ligure alla presenza dei difensori di fiducia di tutte e tre gli indagati minorenni. L’esame dovrà chiarire la natura delle lesioni, la loro sequenza temporale e soprattutto quale sia stata la causa immediata del decesso. Il termine per il deposito della consulenza è fissato in 30 giorni, prorogabili.

Lutto cittadino per i funerali di Bongiorni

Nel frattempo a Massa, dove nella serata di ieri si è svolta una fiaccolata silenziosa organizzata dal Comune e dalla Diocesi, è previsto il lutto cittadino in occasione dei funerali di Bongiorni. Le autorità hanno disposto un rafforzamento dei controlli sul territorio e l’istituzione di misure straordinarie di sicurezza nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, nel tentativo di prevenire ulteriori episodi di violenza.

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