Le motivazioni della sentenza che lo scorso 6 maggio ha confermato la condanna a 20 anni
“La possibilità di ricostruire in termini alternativi a quelli prefigurati dalle decisioni di merito le ragioni e le modalità della consegna della scheda micro Sd, sequestrata il 30 marzo 2021, si poneva, inevitabilmente, in contrasto con la giurisprudenza consolidata di questa Corte”. E’ quanto scrivono i giudici della prima sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza, depositata oggi, con cui lo scorso 6 maggio hanno confermato la condanna 20 anni per Walter Biot, il capitano di fregata arrestato dai carabinieri del Ros il 30 marzo 2021 con l'accusa di spionaggio per aver passato documenti segreti a un funzionario russo in cambio di cinquemila euro. Per i supremi giudici, “le ipotesi alternative, prospettate in termini, suggestivi ma congetturali, dal difensore del ricorrente, trascurano di considerare che le modalità dell'incontro tra Walter Biot e Dmitry Ostroukhov, che avveniva in un parcheggio del quartiere Eur di Roma, nelle adiacenze di Via Caduti della Resistenza, nel pomeriggio del 30 marzo 2021, dimostrava che l'unica ragione dell'incontro era quella di concludere lo scambio tra la scheda Micro Sd e la somma di 5.000 euro euro, precedentemente pattuita per la consegna dei documenti riservati”. A corroborare questa ricostruzione “degli eventi criminosi la circostanza, ritenuta incontroversa, che Ostroukhov, dopo essere salito sul veicolo di Biot, percorreva insieme allo stesso un breve tratto di strada, concluso il quale l'autovettura si fermava per consentire al cittadino russo di scendere dal mezzo dell'imputato e allontanarsi rapidamente dal luogo della consegna della scheda”.
Con la sentenza dello scorso 6 maggio i supremi giudici, accogliendo la richiesta dell’avvocato generale Marco Dall’Olio, avevano rigettato il ricorso della difesa di Biot contro la decisione della Corte d’Assise di Appello di Roma che lo scorso giugno aveva ribadito la sentenza di primo grado emessa in seguito all'inchiesta dei magistrati Gianfederica Dito e Michele Prestipino, per le accuse di spionaggio, rivelazione di notizie che per la sicurezza nazionale dovevano rimanere segrete e corruzione. Nei confronti di Biot, detenuto nel carcere di Velletri, oltre alla procura ordinaria ha proceduto anche quella militare dopo che i giudici di piazza Cavour hanno ritenuto legittima la "doppia" giurisdizione considerata la diversità delle due incriminazioni. E proprio i supremi giudici nel novembre 2024 hanno resa definitiva la condanna a 29 anni e due mesi per Biot nel procedimento militare.
“La Corte di merito, peraltro, non valutava i rapporti tra Biot e Ostroukhov alla luce del solo incontro culminato nell'arresto da parte del Reparto Operativo Speciale dei Carabinieri, correlandoli alle residue emergenze processuali ed evidenziando, in termini condivisibili della decisione impugnata, che ‘l'incontro con scambio del 30 marzo 2021 è stato preceduto da scambi (magari non di denaro, ma di proposte, promesse, progetti, lusinghe, manifestazioni delle condizioni e degli interessi di ciascuno), incontri e contatti (quantomeno per concordare i dettagli e le modalità dell'incontro del 30 marzo): Biot non ha di certo fatto salire a bordo della sua auto ‘un perfetto sconosciuto' – evidenziano i supremi giudici nelle 71 pagine di motivazioni della sentenza - Ne conseguiva che ‘l'oggetto dello scambio prezzolato e tutto il contesto delle condotte poste in essere dai protagonisti della vicenda non consentono di ipotizzare che la cessione di documenti segreti e riservati sia avvenuta in favore di persona diversa da un soggetto agente per conto e nell'interesse della Russia”.