L’opera, un romanzo storico-ucronico, affronta con coraggio le tensioni di un territorio di frontiera, ispirandosi alle vicende che hanno segnato l’Alto Adige negli Anni 60
Con la pubblicazione di 'Dillortan – A volte la violenza paga?', Claudio Bianchetti, in arte Clambagio, giunge al suo settimo romanzo, confermando una maturità espressiva già celebrata da dodici premi letterari, ottenuti da 'Ironta -Pazzo per Victor', e dal plauso di figure come Dacia Maraini, Franco Manzoni e Luca Liguori. L’opera, un romanzo storico-ucronico, affronta con coraggio le tensioni di un territorio di frontiera, ispirandosi alle vicende che hanno segnato l’Alto Adige negli Anni 60. L’autore pone al centro del racconto un quesito morale che attraversa l’intero volume: "Quanto e quando è lecito rispondere alla violenza con la violenza?". È lo stesso Clambagio a spiegare la genesi di questa riflessione: "'Dillortan' restituisce l’atmosfera di paura e rivalsa di un popolo oppresso mai domo. Ho voluto indagare quel momento preciso in cui la pressione politica diventa rivolta, cercando di capire cosa resti dell’umanità nel cuore di una tensione così profonda".
Il romanzo segue le vicende del movimento ribelle Sad e del suo enigmatico leader Dominus, ma trova il suo equilibrio nella storia d’amore tra i giovani Weibi e Gino. "Ispirandomi agli attentati legati alla questione sudtirolese, ho scelto di intrecciare realtà e immaginazione per dare vita a una narrazione che superi il tempo storico", prosegue l’autore. "I luoghi e i personaggi sono volutamente di fantasia affinché questo racconto, pur radicato nel nostro passato, risulti accessibile a tutti e diventi una storia universale di conciliazione e rinascita". Con questa settima pubblicazione, Clambagio prosegue il suo impegno non solo come narratore, ma come animatore culturale del territorio bolzanino, dove nel 2025 ha promosso il primo concorso letterario nazionale 'Città di Bolzano'. In 'Dillortan', la scrittura si fa strumento di indagine storica e civile, portando il lettore a confrontarsi con l’identità di un popolo oppresso e i dilemmi della sua libertà.