Einaudi Stile Libero, 30 anni per la collana che ha cambiato l'editoria italiana

Da "Gioventù cannibale" a Saviano e Ammaniti: il laboratorio di Cesari e Repetti è nato nel 1996 come innovazione e palestra per le nuove generazioni

Einaudi Stile Libero, 30 anni per la collana che ha cambiato l'editoria italiana
17 maggio 2026 | 11.33
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Era il maggio del 1996 quando nasceva Einaudi Stile Libero, la collana destinata a rivoluzionare il panorama editoriale italiano. Trent’anni dopo, quella scommessa editoriale ideata da Paolo Repetti e Severino Cesari continua a crescere, attraversando linguaggi, generi e generazioni, senza mai perdere la propria vocazione sperimentale. La festa per il trentennale si è svolta al Salone Internazionale del Libro di Torino, nella suggestiva cornice del Fiat Café 500 sulla sommità del Lingotto, con un brindisi insieme a molti degli autori simbolo della collana. All'evento, oltre ai vertici di Einaudi, erano presenti, tra gli altri, gli autori Carlo Lucarelli, Roberto Saviano, Concita De Gregorio, Niccolò Ammaniti, Emanuele Trevi, Viola Ardone, Nicoletta Verna, Matteo Bussola e Enrico Galiano. Un momento celebrativo che ha visto protagonista Repetti, artefice di un ricordo commosso di Cesari, scomparso nel 2017, e salutato da un lungo applauso. E sempre a Repetti è toccato l'onore di soffiare sulle candeline dei trent'anni presenti sulla torta per il compleanno di Stile Libero.

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"L’avventura è iniziata in modo abbastanza rocambolesco", ha raccontato Repetti. Lui e Cesari arrivavano dall’esperienza della casa editrice Theoria e proposero a Einaudi una collana capace di esplorare territori lontani dalla tradizione dal catalogo dello “Struzzo”. I primi titoli furono due opere agli antipodi: "E l’alluce fu" di Roberto Benigni e "Gioventù cannibale", l’antologia che avrebbe acceso il dibattito letterario italiano degli anni Novanta. L'intuizione vincente fu semplice e radicale insieme: abolire i confini tra narrativa italiana e straniera, saggistica, cultura pop e nuovi linguaggi. Una collana “a 360 gradi”, capace di intercettare lettori giovani e trasformare in libro ciò che fino ad allora libro non era. Non a caso nacquero anche esperimenti come Stile Libero Video, che portò al successo la videocassetta dedicata alla "Smorfia" di Massimo Troisi e Lello Arena: oltre 500mila copie vendute, molte delle quali a Napoli. Negli anni la collana ha saputo evolversi senza rinunciare alla propria identità. Dai primi volumi tascabili con le copertine illustrate da Tullio Pericoli fino al restyling grafico affidato a Riccardo Falcinelli nei primi anni Duemila, Stile Libero è passata da laboratorio d’avanguardia a protagonista dell’editoria di “serie A”.

Molti degli autori più importanti della narrativa contemporanea italiana sono cresciuti all’interno della collana. Tra i maggiori successi resta "Io non ho paura" di Ammaniti, che ha superato i due milioni di copie vendute. Oggi il catalogo continua a spaziare tra generi e stili diversi, con titoli come "L’amore mio non muore" di Saviano, "Il custode" di Ammaniti e "Principio metà fine" di Valeria Luiselli. Per Repetti, però, il vero tratto distintivo resta la capacità di leggere il presente: "Siamo nati per intercettare nuovi linguaggi e nuove generazioni". Una missione che, trent’anni dopo, continua. (di Paolo Martini)

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