La pirateria 'ruba' un terzo del mercato del libro, vola l'uso dell'Ia soprattutto tra gli studenti

La ricerca Ipsos Doxa presentata oggi al Ministero della Cultura attesta che il 58% degli universitari e il 22% dei professionisti utilizza rielaborazioni di libri prodotte con l’intelligenza artificiale

 - (Ipa)
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11 febbraio 2026 | 17.42
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E' pari a 722 milioni di euro il valore delle vendite che la pirateria ha sottratto nel 2025 al mondo del libro, pari al 30% del mercato complessivo (escludendo il settore scolastico e l’export), quasi un terzo del totale. Per il sistema Paese, ovvero calcolando anche le attività dell’indotto quali la logistica, i servizi e altro, la perdita è di quasi 2 miliardi (1,95 miliardi per la precisione) di fatturato, per il fisco 313 milioni. Valori che si traducono in una mancata occupazione per 4.500 persone nel mondo del libro, 11.500 posti con l’indotto. La stima delle dimensioni della pirateria nel mondo del libro nel 2025 (la rilevazione è di ottobre 2025 e riguarda i 12 mesi precedenti) è contenuta nella quarta ricerca sul tema commissionata dall’Associazione Italiana Editori (Aie) a Ipsos Doxa presentata oggi a Roma durante un convegno organizzato da 'Gli Editori', l’accordo di consultazione e azione comune di Aie e della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg). Questi valori, tuttavia, sono al netto dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale (Ia), utilizzata dal 64% della popolazione di più di 15 anni, dal 79% degli studenti universitari per i testi di studio, dal 55% dei liberi professionisti per i contenuti professionali. Per la prima volta la ricerca ha gettato una luce anche su questo fenomeno.

L’utilizzo di rielaborazioni prodotte con l’Ia riguardanti libri di lettura, testi universitari e contenuti professionali misurato quest’anno per la prima volta - ovvero riassunti e compendi di libri - è molto diffuso. Il 12% della popolazione sopra i 15 anni dichiara di aver utilizzato rielaborazioni prodotte dall’Ia riguardanti libri di lettura ottenute da altri utenti, prodotte ponendo domande all’algoritmo, oppure caricando sull’Ia materiali protetti dal diritto d’autore. Tale percentuale è del 58% tra gli studenti universitari per i testi di studio e del 22% tra i liberi professionisti per i contenuti editoriali professionali. Il tasso di soddisfazione degli utenti rispetto a tali rielaborazioni è superiore al 70%. Il 45% di chi utilizza tali rielaborazioni per i libri di lettura le conserva dopo averle lette, il 36% le condivide con altre persone. Tra chi utilizza rielaborazioni di libri universitari il 60% le conserva e il 22% le condivide. Per i contenuti professionali il 45% li conserva e il 20% li condivide.

Solo il 34% degli italiani sopra i 15 anni, il 38% degli studenti universitari e il 42% dei liberi professionisti si dice consapevole del fatto che caricare contenuti protetti dal diritto d’autore sull’IA senza autorizzazione è illegale. Il 63% del campione definisce la pirateria un reato grave: anche se di pochi punti percentuali rispetto al 58% del 2023 e al 61% del 2021 e del 2019, è il tasso più alto da quando sono state avviate le rilevazioni. Il 40% del campione ritiene inoltre probabile essere scoperti e sanzionati, contro il 30% del 2023.

Barachini: "Per contrastare pirateria serve coinvolgere giovani influencer"

“Dobbiamo continuare a lavorare sul contrasto alla pirateria editoriale facendo rendere conto i cittadini tutti, dai meno giovani ai più giovani, di quello che è questo reato. Penso che dobbiamo lavorare molto sul mondo degli influencer. Perché sappiamo che ci sono persone seguite da molti giovanissimi che addirittura illustrano come si possano utilizzare gratuitamente questi strumenti per esempio per trovare un libro, per ricevere una sintesi di un libro, per ricevere parti di un libro e quindi danno gli strumenti per commettere un reato”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini.

Per il sottosegretario all'Editoria, “dovremmo cercare di coinvolgere queste persone al racconto contrario, a quanto sia importante valorizzare quel contenuto che è un contenuto che si paga. Perché c'è questo elemento fondamentale, l'inversione della filosofia web per il quale tutto è disponibile e tutto è gratuito". Per Barachini è importante "invertire gradualmente la tendenza soprattutto dei più giovani, che siccome un contenuto ha un costo, e a volte è un costo che non è neanche piccolo perché paga tutta una filiera delle persone che lavorano per quel prodotto, è giusto trovare una strada alternativa. No, non è giusto. È un danno che si fa in quel momento, è un danno che si fa in prospettiva. Io sono disponibile e attivo a continuare questa campagna, che è una campagna con la quale noi riusciremo a proteggere il futuro del nostro settore, che ha una ricaduta occupazionale molto importante”.

Cipolletta (Aie): "Livello della pirateria è drammatico, far rispettare AI Act"

Il livello della pirateria resta drammaticamente alto e produce danni enormi". Così il presidente dell’Associazione italiana editori (Aie), Innocenzo Cipolletta. "E' emersa un’importante novità: accanto ai comportamenti illegali storicamente radicati, che ben conosciamo e che da sempre cerchiamo di contrastare, oggi ci troviamo di fronte a una nuova sfida, data dall’impatto dell’uso improprio dell’Intelligenza Artificiale”, ha detto Cipolletta che ha sottolineato la necessità di far “rispettare l’Aie Act". Gli strumenti oggi a nostra disposizione, ha proseguito Cipolletta "ci consentono di contenere, almeno in parte, i danni prodotti da quella che continuiamo a definire pirateria ‘tradizionale’, pur nelle forme sempre nuove con cui si manifesta. Siamo convinti che alcuni piccoli aggiustamenti agli strumenti esistenti potrebbero tradursi in miglioramenti significativi, rendendo l’azione di contrasto ancora più efficace. Penso ad esempio alla possibilità di intervenire sulle piattaforme di messaggistica e al rafforzamento delle misure di oscuramento dei siti pirata, abbinando al blocco, già in uso, del DNS, ovvero il nome del sito che digitiamo nella barra del browser, anche il blocco del relativo IP, cioè il codice numerico univoco che identifica ogni sito e dispositivo connesso alla Rete”.

Per il presidente di Aie, l’Intelligenza Artificiale è, senza dubbio, una grande opportunità. “Sappiamo, infatti, che larga parte degli editori già la utilizza abitualmente nei propri processi. Ma bisogna portare alla luce anche tutte le criticità legate alle modalità di creazione e di utilizzo di questi sistemi. È noto che in moltissimi casi l’addestramento degli algoritmi è stato fatto con milioni di libri prelevati da fonti pirata e, soprattutto negli USA, questo ha comportato l’apertura di vari fronti giudiziari. L’indagine Ipsos Doxa certifica inoltre come l’impiego dell’IA per la realizzazione di riassunti e compendi che di fatto sostituiscono i libri originali sia in costante crescita, soprattutto tra gli studenti universitari. Un dato che apre interrogativi non solo economici e giuridici, ma anche culturali”. Da un lato, “è necessaria una strutturata campagna di educazione alla lettura e alla legalità, che possa riaffermare il valore del libro e del lavoro intellettuale: l’utilizzo di contenuti prodotti da sistemi IA richiede grande cautela, e presenta rischi sulla qualità dell’istruzione e della formazione che dobbiamo richiamare con grande forza. Dall’altro, è indispensabile un’attenzione rigorosa all’attuazione dell’AI Act. Non si può correre il rischio di vedere vanificate le tutele disposte dalla normativa, in particolare in tema di obblighi di trasparenza a carico di chi fornisce i sistemi e desidera operare nei mercati europei. Su questo fronte è necessario che siano garantiti controlli efficaci, chiarezza sugli obblighi e piena applicazione delle norme”.

Riffeser Monti (Fieg): "Serve nuova legge, in corso cambiamenti epocali"

“In questi vent'anni tra internet, social e adesso l'intelligenza artificiale è un far west che non è stato ancora regolamentato. Chiediamo al governo, al Parlamento e alle istituzioni che si prendano delle decisioni, che si cerchino di creare le condizioni di una nuova legge che possa ricevere tutti questi cambiamenti epocali che non possono riflettersi ancora in una legge dell'editoria che è del 1981”. E’ l’appello lanciato dal presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti. “Abbiamo bisogno che l'informazione sia veritiera. Sappiamo infatti che il 51% delle notizie che girano sono false. Questo è un momento epocale in cui intervenire in questo settore”.

"Per gli editori - ha aggiunto Riffeser Monti - i problemi legati alla pirateria si distinguono in tre fasi: la prima è cartacea; la seconda è digitale; la terza riguarda le risorse economiche. Per quanto riguarda la carta per me la pirateria consiste anche nel fatto che, per una copia venduta, dieci sono i lettori. Questo cosa vuol dire? Che la gente legge il giornale praticamente al bar. Questo per me è anche pirateria, ovvero la condivisione della gente che legge il giornale ma non lo compra. Poi c'è la situazione della parte digitale: sappiamo benissimo che ci sono siti come Telegram e WhatsApp che dopo il Covid, dopo il 2019, sono esplosi". Per quanto riguarda la "parte economica e le risorse - secondo Riffeser Monti - l'informazione ormai si divide tra informazione di qualità e intrattenimento, ma gli utenti non hanno più la percezione di questa divisione perché tutto si mischia. Nessuno di noi ormai quando naviga su internet capisce più se quello che sta leggendo è vero o falso, quindi - ha ammonito -ci vuole una netta distinzione tra l'informazione di qualità e l'intrattenimento. Perché per l'intrattenimento tutti privilegiano il click che rende più soldi, l'informazione invece non rende così tanto", ha concluso il presidente della Fieg.

Mollicone: "Promuoverò incontro Aie-Conferenza rettori per campagne sulla pirateria"

Per contrastare la pirateria “promuoverò un incontro tra l’Aie e la conferenza dei Rettori per chiedere che quest’ultima si impegni per tutte le università italiane a stanziare dei fondi interni per campagne di sensibilizzazione che devono essere diffuse insieme all’orientamento alle matricole e ogni anno in generale all’interno degli Atenei”. Lo ha detto Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera

“Sono lo strumento e il contesto più giusto - ha spiegato- per collaborare all’applicazione e al rispetto di una legge nazionale dello Stato che va a tutelare gli editori che vedono nel settore dell’editoria universitaria il danno più efficace, nonostante la legge sulla pirateria anche editoriale si continui a dimostrare una legge efficace perché, da come risulta da questa rivelazione, c’è stata una diminuzione degli atti di pirateria nel contesto editoriale universitario”.

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