Dal 10 al 12 aprile nelle sale dell'Antica Fornace del Canova, interventi site -specific di Matilde Lugarini, Brunella Sabatino e Maria Enrica Palmieri
La pittura 'improvvisata' di Leonildo Bocchino incontra l'eredità sonora di Paolo Fresu. Dal 10 al 12 aprile nelle sale dell'Antica Fornace del Canova a Roma 'Legatività', la mostra, a cura di Gianluca Bocchino, che spiega: "Il progetto espositivo si configura come un articolato dispositivo interdisciplinare che mette in relazione pittura, musica e danza, prendendo avvio dall’album 'Legacy' (2024) del trombettista Paolo Fresu. In questo contesto, la pittura dell'artista, di origine sannita, si sviluppa come gesto improvvisativo, traducendo in forma visiva le dinamiche processuali proprie dell’improvvisazione musicale".
"Al centro della mostra si colloca il neologismo 'legatività', categoria estetica che rielabora il concetto di 'legacy' non come semplice eredità, ma come processo dinamico di trasmissione. La 'legatività' si configura infatti come la capacità di un’opera o di una pratica artistica di generare continuità, attivando relazioni nel tempo e nello spazio, e trasformando il lascito in esperienza viva e condivisa", aggiunge il curatore della mostra, docente di Musicologia all'Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, direttore artistico della Fondazione Accademia Nazionale di Danza di Roma, istituzione che ha dato il proprio patrocinio al progetto.
In questo orizzonte teorico ed estetico, le opere di Leonildo Bocchino nascono come strutture visive fondate su cellule cromatiche elementari, organizzate secondo principi armonici e proporzioni auree, ma aperte a un’esecuzione libera e improvvisativa. Il colore diviene così materia relazionale, costruendo una vera e propria partitura visiva in dialogo con la dimensione sonora. La mostra si distingue, inoltre, per l’integrazione all'Antica Fornace del Canova (direzione artistica Fiorenza D'Alessandro) di una dimensione performativa che coinvolge il corpo come dispositivo di risonanza. Nelle tre giornate espositive, lo spazio sarà attivato da interventi coreutici site-specific affidati a Matilde Lugarini, Brunella Sabatino e Maria Enrica Palmieri, che attraverso pratiche di improvvisazione corporea daranno forma a un dialogo vivo tra pittura, suono e movimento.