Apertura l'11 marzo, all'Istituto italiano di Cultura, del progetto curato da Stefano Dominella. Esposti abiti firmati Gattinoni, Valentino, Armani, Max Mara accanto a quelli indossati da Maria Callas, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, Monica Bellucci, Scarlett Johansson e Beyoncé
Vola a New York, nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura, per celebrare l’incontro tra cinema e moda, 'Fashion Frames', la mostra curata da Stefania Dominella che sarà inaugurata l'11 marzo e aperta al pubblico fino al 4 aprile. Questa nuova edizione trasforma i manichini in stelle e i tessuti in narrazione visiva, mettendo sotto i riflettori la grande sinergia creativa tra stilista, costumista e attrice. Un legame che plasma icone, costruisce miti e proietta il made in Italy sul palcoscenico mondiale. "Negli anni Cinquanta, fu proprio il cinema a mostrare al mondo che a Roma stava nascendo una nuova tendenza 'couture' tutta italiana - spiega Stefano Dominella - La capitale si trasformò nella 'Hollywood sul Tevere' e nella fabbrica dei sogni all’italiana, dove lo stile incontrava il racconto e insieme definivano un’epoca".
"Cinema e divismo divennero da subito veicolo privilegiato e strumento di comunicazione per la moda italiana, generando un intimo dialogo tra creatori di moda e costumisti, atelier e set, tessuti e copione - continua - Le star di Hollywood che giunsero nella Capitale iniziarono a vestire le creazioni delle allora nascenti case di moda italiane, innescando una rivoluzione di stile in tutto il mondo". Attraverso 30 creazioni realizzate da celebri couturier, stilisti e atelier come Fernanda Gattinoni, Annamode Costumes, Valentino, Giorgio Armani, Guillermo Mariotto, Max Mara, Versace 'Fashion Frames' racconta al visitatore una storia straordinaria, dove la luce della cinepresa trasforma un abito in mito. Provenienti da importanti archivi storici e dall’archivio storico personale del curatore, in esposizione la couture che dialoga con il personaggio, facendo dell’abito un protagonista, un viaggio attraverso le silhouette che hanno dettato e dettano nuovi stili. I drappeggi che cingono Lana Turner inventano un prototipo new romantic. lo stile impero di Audrey Hepburn, nel film'Guerra e pace' inaugura una nuova 'moda' in tutto il mondo, l’abito a sirena che avvolge Anita Ekberg nella celebre scena della fontana di Trevi ne “La dolce vita” di Federico Fellini, diventa icona di stile e sensualità.
Tra gli abiti protagonisti della mostra, quelli indossati da Sabrina Ferilli nel film premio Oscar 'La grande bellezza' di Paolo Sorrentino, Monica Bellucci, statuaria bellezza mediterranea, immortalata da Giuseppe Tornatore nel film 'Malena', Scarlett Johansson e Beyoncé, icone di un’estetica contemporanea accanto alle mise di Ornella Muti, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, Maria Callas, e Sofia Loren, questa ultima con il suo abito rosso, nell’indimenticabile scena del mambo italiano nel film “Pane, amore e...” di Dino Risi. "La nuova edizione della mostra Fashion Frames non è solo un tributo alla moda italiana, ma anche un’opportunità per celebrare la nostra cultura e il nostro patrimonio - dichiara ancora il curatore della mostra - Siamo orgogliosi di presentare al mondo le nostre eccellenze, che continuano a ispirare e a definire tendenze. Per la prima volta dopo tanti anni portiamo a New York, presso l’Istituto Italiano di Cultura, in esposizione il valore del saper fare, la bellezza e lo stile che hanno reso celebre il Made in Italy nel mondo. I visitatori potranno ammirare da vicino i pezzi iconici dei più grandi stilisti italiani che raccontano ancora oggi storie di creatività e alto artigianato".