Il vincitore a metà aprile, la premiazione il 9 maggio
Anna Badkhen per 'Cronache di un mondo in movimento' (Gramma Feltrinelli), Mohammed El-Kurd per 'Vittime perfette e la politica del gradimento' (Fandango Libri), Mathias Enard per 'Disertare' (Edizioni e/o), Alaa Faraj per 'Perchè ero ragazzo' (Sellerio), Bao Ninh per 'Il dolore della guerra' (Neri Pozza) sono i cinque finalisti della 22/a edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, riconoscimento istituito e promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani, nel segno del giornalista e scrittore fiorentino. La cinquina è stata annunciata dalla giuria, riunitasi nella casa fiorentina della famiglia Terzani.
"Anche quest’anno – afferma Angela Terzani Staude, vedova del giornalista - la giuria ha selezionato cinque volumi finalisti che ci aiutano, ciascuno a suo modo e con la propria originale prospettiva, a meglio comprendere le tragedie collettive e private del nostro tempo: ancora la tragedia della guerra, divampata ora in Medio Oriente; la sistematica violazione di ogni diritto a Gaza e la tacita accettazione del ritiro unilaterale dai trattati internazionali; il consolidarsi di regimi oppressivi che negano libertà e diritti elementari; i mutamenti climatici, l’oppressione sociale e i conflitti che sono alla base delle migrazioni che stanno riplasmando il mondo".
I giurati - Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini, Saskia Terzani - si sono ora riservati un supplemento di riflessione prima di passare alla votazione finale. Sabato 9 maggio (ore 21, Teatro Nuovo Giovanni da Udine) la serata-evento con la consegna del riconoscimento, appuntamento centrale della 22/a edizione del Festival vicino/lontano, in programma a Udine dal 7 al 10 maggio.
Anna Badkhen, nata nel 1975 nell’Unione Sovietica, scrittrice e giornalista, come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti in Iraq, Afghanistan, Somalia, Israele, Territori palestinesi e Cecenia. 'Cronache di un mondo in movimento' raccoglie 11 reportage di un’epoca in cui una persona su sette ha lasciato il luogo nel quale è nata e in cui il sentimento sempre più diffuso in ogni angolo del pianeta è quello di vivere in un mondo del tutto scardinato, “una mappa di lacerazioni”. Mohammed El-Kurd, poeta, scrittore e giornalista nato nel 1998 a Sheikh Jarrah (un quartiere palestinese di Gerusalemme Est) ha studiato negli Stati Uniti ed è rientrato nel 2021, impegnandosi a testimoniare il conflitto in corso. Il saggio 'Vittime perfette e la politica del gradimento' combina la sua esperienza personale con la storia del suo popolo e i reportage sugli ultimi avvenimenti dell’occupazione di Gaza.
Mathias Enard è scrittore e traduttore, voce tra le più significative della nuova letteratura francese. 'Disertare', finalista anche Booker Prize 2026, è intreccia la biografia di un geniale e mai esistito matematico tedesco, Paul Heudeber, con la storia di un disertore, che in una non ben precisata regione montuosa del Mediterraneo fugge dalla guerra, ma non riesce a disfarsene completamente. Alaa Faraj è nato a Bengasi, in Libia, nel 1995. Nell’agosto del 2015 aveva 20 anni, studente di ingegneria e promessa del calcio. Si imbarcò per l’Italia nella traversata in cui 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Accusato di essere uno degli scafisti, dopo una frettolosa indagine, è stato condannato a 30 anni di carcere. Lo scorso dicembre il presidente Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia parziale, Alaa Faraj continua ad affermare la sua innocenza. Ha scritto 'Perché ero ragazzo in prigione', in un italiano appreso dentro le celle: un’autobiografia scritta a mano, in stampatello, ripercorrendo la sua storia.
Bảo Ninh, classe 1952, ha vissuto la guerra sulla propria pelle. Arruolatosi nell’Esercito Popolare del Vietnam del Nord, a 17 anni partì per il fonte con altri 500 soldati. Tornarono in 10. Questa esperienza traumatica è diventata il nucleo del suo romanzo, 'Il dolore della guerra', scritto solo molti anni dopo la fine del conflitto. Apparso per la prima volta nel 1994 in traduzione inglese, è stato salutato dalla critica internazionale come il 'Niente di nuovo sul fronte occidentale del Vietnam'. In Italia è uscito solo nel 2025. (di Paolo Martini)