Si è aperto ufficialmente l’anno istituzionale con una conferenza stampa fiume di oltre tre ore, tenuta nell’Aula dei Gruppi Parlamentari dal Premier Giorgia Meloni. Davanti a più di cento giornalisti, il Premier ha affrontato i temi centrali dell’agenda del Governo: dalla stabilità politica interna alle nuove sfide geopolitiche poste dall’amministrazione statunitense.
Sul fronte della politica internazionale, il Premier Meloni ha affrontato il tema dei rapporti dell’Italia con Washington e con l’Europa, sottolineando la necessità di mantenere le alleanze storiche e, al tempo stesso, di promuovere una nuova diplomazia europea. Per quanto riguarda l’asse con Donald Trump, Meloni ha confermato la piena sintonia con la Casa Bianca su dossier come la crisi in Venezuela, ma ha espresso prudenza su altre iniziative statunitensi, come l’interesse strategico per la Groenlandia, definendo eventuali azioni unilaterali “non condivisibili e controproducenti per gli equilibri artici”. Sul dialogo con la Russia, il Presidente ha aperto alla possibilità di una fase di mediazione: “L’Europa deve tornare protagonista e riprendere il dialogo con Mosca”, ha affermato, ribadendo però il sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina.
Sul fronte interno, economia, sicurezza e riforme sono le priorità indicate dalla Meloni nell’agenda politica per il 2026. L’economia resta il nodo più delicato. Il Premier, infatti, ha annunciato un intervento urgente nel prossimo Consiglio dei Ministri per contrastare il caro energia, con l’obiettivo di ridurre i costi per famiglie e imprese. Pur rivendicando i dati positivi sull’occupazione, ha riconosciuto che bassi salari e fuga dei cervelli restano problemi aperti, promettendo un patto sociale per migliorare mobilità e retribuzioni dei giovani. Sul tema sicurezza, ha ammesso che i risultati finora sono “non ancora sufficienti” e ha garantito un giro di vite nel corso del 2026. Dopo la manovra e il decreto Milleproroghe, le sfide principali riguardano la politica industriale e lo stimolo alla crescita, tra le misure annunciate: la realizzazione di 100mila appartamenti a prezzi calmierati in dieci anni; maggiore attenzione alla crisi dell’automotive e al dossier ILVA, con l’impegno a non assumere vincoli senza un piano che tuteli lavoro e ambiente; investimenti in capitale umano, formazione STEM e infrastrutture. Sul fronte salariale, Meloni ha sostenuto che le retribuzioni sono tornate a crescere più dell’inflazione, pur riconoscendo il problema storico del potere d’acquisto. Infine, ha confermato il via libera all'accordo commerciale Mercosur, ribadendo che la crescita economica italiana non può prescindere da nuovi mercati globali, purché inseriti in una cornice di sostenibilità.
Infine, il Premier ha affrontato il tema delle riforme costituzionali già approvate e di quelle in programma. Ha confermato che il 22 e 23 marzo 2026 si terrà il referendum sulla separazione delle carriere e sulla riforma della giustizia. “Non è una sfida contro la magistratura, ma un impegno verso i cittadini che chiedono processi più rapidi e un sistema meno autoreferenziale”, ha dichiarato. Meloni ha inoltre ribadito la centralità del Premierato, definendolo lo strumento indispensabile per evitare il ritorno ai governi tecnici o ai giochi di palazzo, e per garantire cinque anni di stabilità a chi viene scelto dagli elettori.
Il video della conferenza stampa