Dossier Gaza e partecipazione al Board of peace, Tajani riferisce alla Camera

23 febbraio 2026 | 17.27
LETTURA: 2 minuti

Nel corso dell’informativa alla Camera sui recenti sviluppi del piano di pace per Gaza, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha illustrato le ragioni alla base della decisione del Governo di partecipare come osservatore alla prima riunione del Board of Peace, l’organismo promosso dagli Stati Uniti per accompagnare la fase di ricostruzione e stabilizzazione della Striscia.

CTA

Tajani ha definito Gaza “cruciale per la sicurezza nazionale”, non solo per il contrasto al terrorismo ma anche per la gestione dei flussi migratori irregolari. In Aula ha ricordato come l’Italia abbia sostenuto “sin dall’inizio” il piano di pace statunitense e come l’accettazione dell’invito della Casa Bianca rappresenti una scelta “equilibrata e rispettosa dei vincoli costituzionali”, richiamando l’articolo 11 della Costituzione. In assenza di una presenza italiana al tavolo – ha spiegato – si rischierebbe di “rinnegare il ruolo di primo piano avuto dal nostro Paese nel cessate il fuoco e nel sostenere la soluzione dei due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza”.

Il ministro ha ribadito la condanna del Governo verso “qualsiasi ipotesi di annessione israeliana della Cisgiordania” e ha ricordato come Roma continui a chiedere a Israele di fermare “l’azione violenta dei coloni estremisti”. Parallelamente, ha evidenziato l’impegno italiano nella formazione delle forze di sicurezza palestinesi e nell’assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza.

Il dibattito parlamentare si è svolto in un clima acceso, con posizioni divergenti tra maggioranza e opposizioni. Il giorno precedente, l’Aula della Camera aveva approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro, con 183 voti favorevoli e 122 contrari, impegnando il Governo a partecipare al Board in qualità di osservatore. Il testo chiede inoltre di sostenere l’attuazione del piano complessivo di pace, predisporre un contributo nazionale per l’assistenza umanitaria e la ricostruzione della Striscia, e rafforzare l’addestramento delle forze di polizia palestinesi nel quadro delle missioni internazionali di stabilizzazione.

Le opposizioni, compatte, hanno invece presentato un documento alternativo per chiedere all’Esecutivo di non partecipare all’organismo promosso dagli Stati Uniti, ritenendo la sua natura incompatibile con i principi costituzionali e con il diritto internazionale. Il confronto ha generato momenti di tensione, con scambi polemici tra le parti politiche, a testimonianza della centralità del dossier mediorientale nel dibattito pubblico nazionale.

Concludendo la sua relazione, Tajani ha ribadito la volontà dell’Italia di “non restare ai margini” del processo diplomatico in corso, sottolineando che la partecipazione come osservatore permetterà al Paese di contribuire alla definizione di un percorso politico fondato sulla de-escalation, sulla tutela dei civili e sulla prospettiva di due Stati che convivano in pace e sicurezza.

Il video e il resoconto stenografico

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza