Ebola, la conferma di un focolaio in Congo: "246 casi sospetti e 65 morti". Oms: "Al lavoro per contenere epidemia"

Ecdc: "Rischio molto basso per l'Europa"

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15 maggio 2026 | 10.31
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Nuova epidemia di virus Ebola. L'Africa Cdc conferma un'epidemia nella provincia di Ituri nella Repubblica Democratica del Congo. "Stiamo monitorando attentamente la situazione", scrive su X l'agenzia Africa Cdc che ha convocato oggi una riunione di coordinamento urgente di alto livello con la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, il Sud Sudan e i partner internazionali per rafforzare la sorveglianza transfrontaliera, la preparazione e la risposta all'epidemia.

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"A seguito di consultazioni con il ministero della Salute e l'Istituto Nazionale di Sanità Pubblica della Repubblica Democratica del Congo, i risultati preliminari di laboratorio dell'Institut National de Recherche Biomédical (Inrb) di Kinshasa hanno rilevato il virus Ebola in 13 dei 20 campioni analizzati - sottolinea l'Africa Cdc - Sono stati segnalati circa 246 casi sospetti e 65 decessi, principalmente nelle zone sanitarie di Mongwalu e Rwampara. Quattro decessi sono stati segnalati tra i casi confermati in laboratorio. Casi sospetti sono stati segnalati anche a Bunia, in attesa di conferma".

Oms: "Al lavoro per contenere epidemia"

Quella in corso è "la 17esima epidemia di Ebola registrata nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) da quando il virus è stato identificato per la prima volta nel 1976. Oggi ho avuto una conversazione telefonica con il ministro della Salute" del Paese africano riguardo al focolaio che sta interessando "la provincia nord-orientale di Ituri. Attualmente, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è a conoscenza di 13 casi di Ebola confermati dall'Istituto nazionale di ricerca biomedica (Inrb) di Kinshasa". Il 5 maggio, l'Agenzia aveva "ricevuto una segnalazione di casi sospetti e ha inviato una squadra a Ituri per supportare i funzionari sanitari della Rdc nelle indagini e raccogliere campioni sul campo, inizialmente risultati negativi per l'Ebola. I campioni sono stati successivamente inviati all'Inrb, che ieri ha confermato la positività di alcuni di essi". A spiegarlo è stato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un punto stampa a Ginevra.

"La Repubblica Democratica del Congo ha una solida esperienza nella risposta e nel controllo di Ebola. Il Rappresentante dell'Oms nella Rdc e altri esperti dell'agenzia sono a Ituri" in questo momento "e lavorano fianco a fianco con le autorità sanitarie del Paese per rispondere e contenere l'epidemia", ha informato il Dg. "Ulteriori esperti Oms in comunicazione del rischio e coinvolgimento della comunità, in prevenzione e controllo delle infezioni, assistenza clinica e logistica si uniranno nei prossimi giorni al team già presente sul territorio. Abbiamo inviato forniture mediche e dispositivi di protezione per la prevenzione e il controllo delle infezioni a Bunia, capoluogo della provincia di Ituri. Oggi ho stanziato 500mila dollari dal Fondo di emergenza dell'Oms per sostenere immediatamente la risposta".

Le azioni prioritarie, ha elencato il Dg Oms, "includono la comunicazione del rischio e il coinvolgimento della comunità, il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, l'individuazione attiva dei casi e il tracciamento dei contatti, la prevenzione e il controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie, l'ampliamento dell'accesso ad assistenza clinica sicura e l'aumento della capacità di analisi di laboratorio. L'Oms continuerà a lavorare per supportare la Repubblica Democratica del Congo nel tenere sotto controllo questa epidemia di Ebola e impiegherà risorse, collaborerà e mobiliterà i partner in tutta la regione per contenerne la diffusione e prendersi cura delle persone colpite".

Ecdc: "Da epidemia Congo rischio molto basso per l'Europa"

"Il 15 maggio la Repubblica Democratica del Congo ha segnalato un'epidemia di Ebola nella provincia di Ituri. I risultati preliminari di laboratorio indicano una specie di ebolavirus diversa da quella Zaire, e ulteriori analisi sono in corso", sottolinea l'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Il rischio è "molto basso" per l'Europa. "Sebbene la situazione sia in evoluzione, la probabilità di infezione per le persone residenti nell'Unione europea/Spazio economico europeo (Ue/See) è attualmente considerata molto bassa", afferma l'Ecdc. "Sulla base delle informazioni disponibili e delle attuali incertezze - precisa l'agenzia in una nota - la probabilità di infezione per i residenti dell'Ue/See o per i viaggiatori diretti nella provincia di Ituri è valutata come bassa. Per la popolazione generale dell'Ue/See, la probabilità di infezione è molto bassa a causa della limitata possibilità di importazione e successiva trasmissione in Europa".

"L'Ecdc - si legge - sta monitorando l'epidemia attraverso le sue attività di intelligence epidemiologica e rimane in stretto contatto con i principali partner, tra cui i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie", gli Africa Cdc, "la Commissione europea e l'Oms. La valutazione dell'Ecdc verrà aggiornata non appena saranno disponibili nuove informazioni".

Cdc: "Rischio basso per popolazione Usa"

I Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) statunitensi spiegano che "il rischio di Ebola per la popolazione americana è considerato basso e i viaggiatori dovrebbero tenersi informati attraverso le linee guida ufficiali in materia di salute pubblica, mentre le autorità sanitarie lavorano per caratterizzare ulteriormente il ceppo virale e contenere l'epidemia".

"L'Ebola si diffonde attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona malata o deceduta a causa della malattia, e l'individuazione e la risposta precoci sono fondamentali per limitare la trasmissione", ricorda l'agenzia Usa che "sta monitorando attentamente" le segnalazioni dal Paese africano e "continua a supportare i partner globali nelle attività di sorveglianza, analisi di laboratorio, prevenzione delle infezioni e risposta all'epidemia".

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