La rapida evoluzione delle tecnologie dirompenti come l’intelligenza artificiale, l’aumento delle minacce informatiche e la difficoltà di trovare talenti specializzati in tali ambiti, continueranno a ridefinire il mercato del lavoro per quanto riguarda i profili tecnologici nel 2026. A tal proposito, come evidenziato dal Tech Talent Report 2025, la crescente importanza di queste sfide ha determinato la necessità di una riorganizzazione delle priorità di assunzione per le posizioni IT. Per questo motivo, Bts, società di consulenza leader nella trasformazione delle imprese attraverso la valorizzazione del capitale umano, ha esaminato le principali tendenze che plasmeranno il mercato del lavoro, individuando i cinque profili più richiesti e che avranno maggiore rilevanza nello scenario attuale.
Come sottolinea Isaac Cantalejo Managing Director presso Netmind, società del grupo Bts “nel 2026 non vinceranno le aziende che adottano più tecnologia, ma quelle che sapranno farla funzionare dentro i propri processi e le proprie persone. La vera differenza non sarà tecnica, ma organizzativa: capacità di integrare competenze specialistiche con una chiara visione di business e con modelli decisionali più maturi. La competizione sul talento IT non si giocherà solo sulla capacità di attrarre profili rari, ma sulla capacità di creare contesti in cui questi professionisti possano generare impatto concreto. Senza una cultura della collaborazione tra tecnologia e business, anche le competenze più avanzate rischiano di restare sottoutilizzate.’’
Di seguito i cinque profili It più richiesti nel 2026
1. Ingegneri di Ia e Machine Learning: l’intelligenza artificiale si conferma come la tecnologia più influente del decennio. Nell’immediato futuro, le aziende ricercheranno ingegneri capaci di sviluppare, addestrare e integrare modelli di Ia, inclusa l’Ia generativa, all’interno di processi di business reali. La priorità non sarà più esclusivamente l’innovazione, ma la capacità di implementare le soluzioni di IA in modo sicuro, efficiente e coerente con gli obiettivi strategici. Molte organizzazioni, infatti, hanno già avviato investimenti significativi in questo ambito, ma i progetti ancora non sono stati potenziati; per questo motivo, diverrà fondamentale implementare modelli operativi strutturati e pronti per l’integrazione su larga scala.
2. Specialisti in Cybersecurity: l’incremento e la complessità dei cyber- attacchi, unitamente alla pressione normativa, confermano la cybersicurezza come una delle aree con la maggior carenza di talenti. Security analyst, architetti di sistemi sicuri ed esperti in incident detection & response continueranno a essere fondamentali per proteggere infrastrutture digitali sempre più distribuite, complesse e critiche per le aziende.
3. Cloud Architects: il cloud non rappresenta più una semplice opzione tecnologica, bensì il pilastro fondamentale della maggior parte delle architetture aziendali. In questa fase, la domanda si concentrerà in particolare su profili capaci di progettare e gestire ambienti ibridi e multicloud, oltre ad architetture cloud-native basate su microservizi, container e piattaforme scalabili.
4. Data Scientist e Data Analyst: il valore del dato continua a crescere, parallelamente alla sua complessità. Le aziende ricercheranno figure in grado non solo di analizzare grandi volumi di informazioni, ma di trasformarli in insight strategici per il decision-making, coniugando competenze tecniche e una profonda comprensione del business.
5. Ruoli ibridi tecnologia-business: oltre alle figure puramente tecniche, nel 2026 si consoliderà la domanda di professionisti capaci di agire come punto di raccordo tra tecnologia e strategia aziendale. AI Product Manager, IT Business Analyst e gestori di prodotti tecnologici saranno figure chiave per convertire le potenzialità di IA, dati e software in prodotti e servizi capaci di generare un impatto reale sul mercato.
“Stiamo entrando in una fase in cui la tecnologia non è più un fattore distintivo, ma una condizione di base per competere. Per questo le aziende stanno cercando profili capaci di tradurre l’innovazione in risultati misurabili, evitando investimenti frammentati e puntando su priorità chiare. La vera sfida non è solo trovare ingegneri o specialisti, ma costruire una leadership in grado di orientare queste competenze verso obiettivi concreti: crescita, efficienza e resilienza. Senza una direzione strategica forte, il rischio è accumulare tecnologia senza generare reale valore”, conclude Cantalejo.