Difesa: gli Usa vogliono risparmiare sui missili, ecco come

La nuova strategia per puntare su missili più economici.

Il lancio di un missile Tomahawk durante l'operazione Epic Fury - (Us Navy/Sipa)
Il lancio di un missile Tomahawk durante l'operazione Epic Fury - (Us Navy/Sipa)
15 giugno 2026 | 15.22
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È dall’invasione russa in Ucraina che la nuova economia della guerra viene ridotta spesso alla sfida tra effettori (come vengono chiamate le armi nell’industria della Difesa) profondamente diversi. Da una parte i missili, dall’altra i droni. Costi: milioni di dollari per i primi (ogni Patriot ne costa 4), poche decine di migliaia di dollari i secondi. Intanto, il conflitto in Iran ha messo a dura prove le scorte degli Stati Uniti, che hanno lanciato più di 1.000 missili Tomahawk (2,5 milioni di dollari l’uno). Ora la strategia per puntare su missili più economici sta prendendo forma. Attraverso contratti non standard e incaricando i contractor di progettare nuove armi da zero, si vogliono tagliare i tempi di produzione e centinaia di milioni di dollari di costi, sottolinea il Wall street Journal in un lungo articolo che riassume le ultime iniziative dell’esercito Usa e che ricorda che l’incapacità delle scorte di tenere il passo con il consumo di missili è una preoccupazione precedente alla guerra in Iran.

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Tra le iniziative c’è il programma Low-Cost Containerized Missiles, che prevede l'accumulo di migliaia di missili lanciabili da container trasportabili su veicoli con costo del singolo missile fissato a 500.000 dollari, mentre un altro progetto punta a 250.000 dollari al pezzo, mentre un'altra iniziativa simile è stata creata dall’Air Force. I vertici militari dicono che i missili di Lockheed ed Rtx, le aziende ‘di fascia alta’ non possono essere rimpiazzati nel breve, anche per l’addestramento che comportano per i soldati. Ma nuove linee di produzione sono sempre più vicine, e oltre all’obiettivo di tagliare tempi e costi (per fabbricare un missile tradizionale ci vuole almeno un anno), stanno offrendo anche l’opportunità di ripensare il processo di gare d’appalto e programmazione del budget che ha fatto lievitare i costi negli ultimi anni. Le autorità di controllo governative, riporta il Wsj, hanno denunciato che alcuni contractor della difesa avrebbero applicato prezzi gonfiati per prodotti e componenti forniti alle forze armate. Il presidente Donald Trump e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth li hanno messi sotto i riflettori, ma non ci sono ancora state sanzioni.

Tra le startup che potrebbero approfittarne c’è CoAspire, che vuole tagliare i tempi di produzione a pochi mesi e il cui missile containerizzato a basso costo, ribattezzato Ghost, inizierà i test di volo quest'anno. CoAspire è una delle quattro società in gara per costruire missili a basso costo per l'Esercito. Anche Anduril Industries, Leidos Holdings e Zone 5 (controllata di Kongsberg Gruppen) hanno presentato i propri progetti.

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