FenImprese lancia il ‘distretto intelligente’ a Como

l'associazione propone un nuovo modello di associazionismo 4.0, capace di essere un catalizzatore della trasfomazione e sostenere le Pmi sul territorio

Board FenImprese Como
Board FenImprese Como
15 maggio 2026 | 16.29
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Un “distretto intelligente”, nuovo modello 4.0 di associazionismo datoriale. È l'idea lanciata ieri dall’assemblea costituente di FenImprese Como che ha segnato ufficialmente la nascita della nuova sede comasca dell’associazione datoriale. “In un contesto iperglobalizzato e attraversato da tensioni competitive sempre più forti, non bastano più i reagenti per far avvenire la trasformazione: non bastano cioè le imprese, il lavoro di qualità, le competenze produttive e la capacità manifatturiera che da sempre ha caratterizzato il territorio comasco. Serve un catalizzatore, un soggetto che non si sostituisca alla trasformazione, ma la renda possibile, la acceleri, la orienti, aprendo nuovi scenari, nuove opportunità e nuova crescita. È qui che FenImprese Como ha scelto di collocarsi”, è il messaggio del nuovo board di FenImprese Como, composto da Fabio Figliomeni presidente, Jole Figliomeni vicepresidente, Edoardo Virzì direttore di filiale e Salvatore Virzì consulente.

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Oltre cento partecipanti hanno preso parte all’evento, in una sala animata da una presenza ampia e trasversale: istituzioni, imprenditori, professionisti, rappresentanti del mondo produttivo e realtà del territorio. A guidare il racconto della serata Alma Manera, mentre sul palco si sono alternati gli interventi di Luciano Pizzuto, sindaco di Cermenate; Marco Bestetti, consigliere regionale; Alessandro Fermi, assessore Ricerca, Università ed Innovazione di Regione Lombardia; Valeriano Maspero, vicesindaco di Cantù. Al tavolo dei relatori, il presidente di FenImprese nazionale Luca Vincenzo Mancuso e il coordinatore nazionale Simone Razionale hanno annunciato ufficialmente il nuovo board della sede provinciale di Como.

L’idea è “dare vita a un nuovo modello di associazionismo datoriale, capace di leggere e trasformare il territorio non come somma di singole realtà, ma come ‘distretto intelligente’, connesso, pronto a fare sistema. Como, in fondo, possiede da sempre le caratteristiche per esserlo: è stato ricordato come, già nell’Ottocento, la città vantasse di una leadership europea nella produzione e nell’esportazione dei tessuti di seta”, ricorda l’associazione. Una filiera completa, dall’allevamento del baco fino al prodotto finito, “esattamente quella capacità di tenere insieme competenze, produzione, trasformazione e mercato che rende Como un caso raro e prezioso nel panorama italiano”. E si pare dunque “da una provincia che ha una storia forte, una vocazione imprenditoriale profonda e una naturale capacità di guardare lontano. Una terra che conosce il valore del lavoro ben fatto, della manifattura competente, del commercio lungimirante, e che oggi può tornare a fare massa critica attorno a una nuova idea di rappresentanza”.

Durante la serata è emersa “la volontà di costruire una realtà di imprenditori al servizio di imprenditori”, che sia “capace di sostenere le Pmi e l’intero tessuto comasco, lavorando al fianco di chi ogni giorno si confronta con mercati sempre più competitivi, con una burocrazia spesso pesante e con la necessità continua di innovare senza perdere identità. L’obiettivo dichiarato è essere un traino per l’intero sistema, una piattaforma organizzata di relazioni, competenze e opportunità”.

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