Fisco, il paradosso italiano: tasse più basse per i più ricchi. Lo 0,1% paga solo il 32% di aliquota effettiva

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22 luglio 2026 | 14.56
Alessandro Pulcini
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Il sistema fiscale italiano si conferma sempre più regressivo: il 7% degli italiani più abbienti paga un'aliquota effettiva inferiore a quella del restante 93% dei contribuenti. È quanto emerge da uno studio congiunto dei gruppi di ricerca della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, pubblicato su Review of income and wealth. L'articolo, realizzato da Matteo Dalle Luche (Lmu Monaco), Demetrio Guzzardi (Università della Calabria), Elisa Palagi e Andrea Roventini (Scuola Superiore Sant'Anna) e Alessandro Santoro (Università degli Studi di Milano-Bicocca), utilizza nuovi dati della Banca d'Italia sulla distribuzione della ricchezza (Distributional wealth accounts). Lo studio rileva forti differenze nei rendimenti del capitale, calcolando un'aliquota effettiva pari al 32,6% per lo 0,1% più ricco, contro il 45% circa pagato da un lavoratore dipendente della classe media.

Le autrici e gli autori dello studio spiegano: "Una maggiore tassazione dei redditi da capitale, o in alternativa l'introduzione di un'imposta sulle grandi ricchezze, renderebbe il sistema fiscale più progressivo e aumenterebbe le risorse disponibili per finanziare investimenti in sanità, istruzione e transizione ecologica, e per ridurre la pressione fiscale sulla classe media e sui contribuenti a basso reddito".

"Una scoperta chiave è che i rendimenti della ricchezza sono eterogenei: rimangono relativamente stabili, intorno al 2,5%, per il 90% più basso della distribuzione della ricchezza, ma aumentano nettamente all'interno del decile superiore, raggiungendo quasi il 5% per lo 0,1% più ricco", sottolinea Demetrio Guzzardi. Tenere conto di questi rendimenti diseguali cambia la nostra comprensione della progressività fiscale: il sistema fiscale italiano diventa addirittura regressivo per il 7% degli italiani più abbienti, e "questo va contro i principi di progressività su cui si fonda l'articolo 53 della nostra Costituzione".

Lo studio analizza tre scenari alternativi di riforma per correggere la regressività. "I nostri risultati mostrano che una maggiore tassazione dei redditi da capitale ripristinerebbe la progressività del sistema fiscale, generando al contempo significativi incrementi del gettito fiscale", commenta la ricercatrice della Scuola Sant'Anna Elisa Palagi.

"Una riforma della tassazione del capitale in Italia - aggiunge Andrea Roventini, direttore dell'Istituto di economia della Scuola Sant'Anna - può passare anche attraverso una tassazione delle grandi ricchezze, dato che gli individui più abbienti possono evitare più facilmente le imposte sul reddito attraverso la pianificazione fiscale. Mostriamo che è possibile ripristinare la progressività del sistema fiscale introducendo modeste aliquote sul patrimonio netto del 7% più ricco degli italiani. Tali aliquote variano dallo 0,1% all'1,3% per lo 0,1% più ricco, 50.000 individui che detengono un patrimonio netto medio superiore a 20 milioni di euro. Si tratta di prelievi fiscali relativamente contenuti considerando che la quota di patrimonio altamente liquido detenuta dal 7% più ricco, pari a circa il 40% del patrimonio complessivo".

Secondo le proiezioni, un'imposta netta dell'1,3% sull'1% più ricco raccoglierebbe circa 30 miliardi di euro all'anno. Applicando la stessa aliquota soltanto allo 0,1% più ricco si otterrebbero circa 13,5 miliardi di euro, mentre limitandola esclusivamente ai miliardari il gettito ammonterebbe a circa 2 miliardi di euro all'anno. "È necessaria una redistribuzione del carico fiscale che gravi meno sulla classe medio-bassa che costituisce il 93% dei contribuenti e maggiormente sul 7% più ricco, che paga aliquote fiscali effettive inferiori al resto della popolazione", concludono i ricercatori.

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