Il sottosegretario all'Economia all'Adnkronos: "Regole Ue si evolvano, tutelare crescita e rigore"
"Monitoriamo con attenzione l’andamento dei prezzi, anche con controlli mirati, e, se dovessero emergere criticità specifiche, si potranno valutare anche interventi diversi, più mirati e settoriali". Così in un'intervista all'Adnkronos il sottosegretario all'Economia Sandra Savino, mentre le interruzioni nello Stretto di Hormuz per la guerra contro l'Iran fanno salire il prezzo del greggio, impattando mercati e consumi. In ultimo ieri l'annuncio da Air Bp Italia di limitazioni alle forniture di carburante aereo in quattro aeroporti italiani.
Intanto da parte del governo "la proroga del taglio delle accise" fino al primo maggio è stata "una misura necessaria per accompagnare questa fase e contenere l’impatto dei costi energetici", afferma Savino. "Ci muoviamo in un contesto ancora molto incerto, per cui non ha senso oggi immaginare risposte automatiche o strutturali", sottolinea spiegando che "la linea resta quella indicata anche dal ministro Giorgetti: prudenza, flessibilità e capacità di intervenire in modo proporzionato, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici".
Il governo ha infatti poco margine di manovra per finanziare le misure contro il caro-energia, anche alla luce della nuova stima Istat sul deficit 2025 al 3,1% e quindi sopra il tetto dei vincoli europei, il che esclude l'uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo a breve, salvo improbabili sorprese in extremis con la pubblicazione delle stime Eurostat del 22 aprile prossimo. "Serve una flessibilità intelligente, che consenta di sostenere l’economia reale senza indebolire la sostenibilità della finanza pubblica", afferma Savino, in linea con la richiesta del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti all'Ue di una deroga sui conti alla luce delle circostanze eccezionali della guerra. Richiesta al momento respinta da Bruxelles in quanto non ci sono le condizioni di recessione grave dell'economia.
"La linea del governo è improntata a serietà e credibilità nella gestione dei conti pubblici, ed è su questa base che si costruisce anche la nostra autorevolezza in Europa. Allo stesso tempo, questo non significa rinunciare a rappresentare con chiarezza le esigenze dell’Italia in una fase straordinaria come quella attuale, segnata anche dalle conseguenze della guerra", insiste l'esponente azzurra. "Forza Italia è una forza convintamente europeista - sottolinea Savino - e proprio per questo riteniamo che le regole debbano evolvere per tenere conto delle nuove priorità, a partire da crescita, investimenti e sicurezza. Serve una flessibilità intelligente, che consenta di sostenere l’economia reale senza indebolire la sostenibilità della finanza pubblica". Dunque, conclude, "non c’è alcuna rinuncia agli obiettivi: il percorso resta definito e coerente con gli impegni assunti. Ma è evidente che questi obiettivi vadano perseguiti con equilibrio, tenendo insieme rigore e sviluppo. È su questo punto che si misura oggi la credibilità dell’Italia e anche dell’Europa".
Il sottosegretario si è soffermata poi sul rafforzamento di Transizione 5.0 dopo il confronto con le categorie produttive al Mimit. "E' una risposta concreta alle esigenze del sistema produttivo, ma soprattutto è una scelta politica chiara: mettere l’impresa al centro della strategia di crescita del Paese", dice. "Le sollecitazioni di Confindustria sono state raccolte, ma dentro una visione più ampia che punta a rendere l’Italia più competitiva, innovativa e attrattiva", afferma. "Gli strumenti messi in campo, anche nella manovra, vanno in questa direzione: accompagnare le imprese negli investimenti e creare le condizioni per una crescita stabile e duratura". Adesso, conclude, "è un momento in cui ciascuno deve fare, con responsabilità, la sua parte". (di Luana Cimino)