Inps, la proattività al servizio di famiglie e imprese: progetto per digitalizzare domande congedo maternità

A Bologna il convegno 'Maternità obbligatoria: la proattività al servizio di famiglie e imprese'

A Bologna, il convegno 'Maternità obbligatoria: la proattività al servizio di famiglie e imprese' - (Ufficio stampa)
A Bologna, il convegno 'Maternità obbligatoria: la proattività al servizio di famiglie e imprese' - (Ufficio stampa)
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21 ottobre 2026 | 13.00
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Semplificare l’accesso al congedo di maternità, riducendo gli adempimenti a carico delle lavoratrici e delle imprese attraverso l’utilizzo delle informazioni già disponibili nelle banche dati dell’Istituto. È l’obiettivo del progetto Inps di digitalizzazione delle domande di congedo di maternità, presentato oggi a Bologna nel corso di un convegno organizzato presso la Direzione regionale Inps dell’Emilia-Romagna. L’iniziativa, che coinvolge alcune realtà imprenditoriali del territorio nella fase di sperimentazione, rientra nel programma di sviluppo dei servizi proattivi dell’Istituto. Il nuovo modello prevede la predisposizione automatica delle pratiche a partire dal certificato telematico di gravidanza, utilizzando le informazioni già acquisite dall’Inps, con l’obiettivo di superare la necessità di presentare una specifica domanda da parte della lavoratrice.

Ad aprire il convegno, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle organizzazioni professionali, è stato Francesco Ricci, Direttore regionale Inps Emilia-Romagna, che ha dichiarato: “Questo progetto, che ha al centro la genitorialità, conferma l’importanza del ruolo che l’Istituto riveste sul territorio, quale attore e promotore di innovazione e coesione sociale; l’iniziativa consente di continuare il percorso di semplificazione dei servizi e di consolidare il rapporto di collaborazione con le imprese che hanno aderito, alle quali esprimo un ringraziamento”. I lavori, aperti e moderati da Elena Zatelli, dirigente della Direzione regionale, sono proseguiti con l’intervento di Maria Sciarrino, Direttore centrale Ammortizzatori sociali, che ha illustrato finalità e modalità operative della sperimentazione, sottolineandone il significato per il rapporto tra l’Istituto e le lavoratrici: “Con la sperimentazione di Bologna l’Inps compie un nuovo passo verso servizi più semplici e proattivi. Il progetto parte dal certificato telematico di gravidanza e utilizza i dati già disponibili per predisporre automaticamente la pratica, superando l’onere della domanda a carico della lavoratrice”.

Un cambiamento che riguarda anche l’organizzazione del lavoro: “L’obiettivo - ha spiegato Sciarrino - è ridurre gli adempimenti e le attività ripetitive, consentendo alle Sedi di concentrarsi sui casi più complessi. Non solo innovazione tecnologica, dunque, ma un cambiamento concreto nel rapporto con le persone: un Istituto che non attende la domanda, ma si attiva per accompagnare le lavoratrici nell’accesso alla tutela”. Il confronto si è concentrato anche sull’utilizzo delle informazioni contributive per rendere più efficienti i procedimenti amministrativi. Sul tema è intervenuto Antonio Pone, Direttore generale vicario e Direttore centrale Entrate contributive, che ha approfondito il ruolo dei flussi informativi nella digitalizzazione dei servizi. “Utilizzare proattivamente le informazioni fornite dal flusso UniEmens per semplificare l’accesso a una prestazione importante come il congedo di maternità: questo l’obiettivo della sperimentazione presentata oggi. - ha aggiunto Pone - L’Inps tratta informazioni esclusivamente in formato digitale. Ciò lo rende in grado di massimizzare le possibilità di uso proattivo e di semplificazione”.

Il convegno è proseguito con gli interventi di Massimiliano D’Angelo, Direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione, Fabio Cappello, Direttore provinciale Inps Bologna, e Cinzia Nolletti, dirigente della Direzione centrale Ammortizzatori sociali, dedicati agli aspetti tecnologici, organizzativi e gestionali del progetto. Proprio sul versante tecnologico, D’Angelo ha indicato nella connessione delle informazioni la chiave per semplificare la vita di lavoratrici e imprese: “Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla. Con la sperimentazione sul congedo di maternità mettiamo a fattore comune i dati già in possesso dell’Istituto per ridurre gli adempimenti a carico di lavoratrici e imprese. Meno burocrazia e un accesso più semplice alle tutele: ecco il valore concreto della tecnologia”. Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti del mondo produttivo e delle professioni: Rita Ghedini, Presidente di Legacoop Bologna, l’avvocato Massimo Montorzi, dell’Area Relazioni industriali e lavoro di Confindustria Emilia - Area Centro, e Lorenzo Fabbri, Presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Bologna. La giornata si è conclusa con gli interventi delle imprese che hanno manifestato la propria disponibilità a partecipare alla sperimentazione e con un confronto aperto tra i relatori e i partecipanti sulle modalità di attuazione del progetto.

Il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha sottolineato il valore del progetto: “Per anni abbiamo chiesto alle donne di dimostrare il proprio diritto, oggi è lo Stato che lo riconosce per primo. Con la virtualizzazione del congedo di maternità l’Inps compie un passo che segna un’epoca, perché non attende più la domanda ma la anticipa, e accompagna la lavoratrice dal primo certificato di gravidanza fino alla tutela piena, senza moduli, senza attese, senza sportelli. È questo il welfare che abbiamo in mente, un’istituzione che conosce le persone e si muove prima che siano loro a doverla cercare. La proattività non è uno slogan ma un metodo, e lo applichiamo là dove pesa di più, nel momento in cui una donna diventa madre e non deve essere costretta a scegliere tra il lavoro e la famiglia. Partiamo dall’Emilia-Romagna, terra di impresa e di innovazione sociale, per consegnare presto questo modello a tutto il Paese. Perché la natalità si sostiene con i fatti, e il primo fatto è uno Stato che arriva in tempo”. La sperimentazione avviata a Bologna consentirà di verificare sul campo un modello di gestione del congedo di maternità basato sull’integrazione delle informazioni già in possesso dell’Inps, con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative e rendere più immediato l’accesso alla prestazione.

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