L'iniziativa annunciata all'Archivio Gucci di Firenze. Cuore del progetto il Campus di Valore Italia nel Mind di Milano. Si parte con mille studenti, poi fino a duemila all'anno
Kering accende i riflettori sul futuro del lusso con il lancio della Kering Accademia per le Eccellenze, un ambizioso progetto formativo presentato a Firenze nello storico Archivio GucciI, in occasione della terza edizione della Giornata del Made in Italy. Un’iniziativa che non solo celebra il patrimonio artigianale italiano ma punta a rinnovarlo in chiave contemporanea, formando le nuove generazioni chiamate a guidare l’evoluzione delle maison. Non a caso, come ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, si tratta di "un passo concreto nella valorizzazione del patrimonio artigianale italiano", perfettamente in linea con lo spirito della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, dedicata proprio a formazione e competenze. "È un segnale forte – ha aggiunto - investire nel saper fare rafforza la competitività e l’identità produttiva del Paese".
Alla presentazione, avvenuta alla vigilia del Capital Markets Day nel capoluogo toscano, erano presenti, tra gli altri, il ceo del Gruppo Kering Luca de Meo e Sabina Belli, amministratrice delegata di Pomellato e alla guida dell’iniziativa. Il progetto che nasce da una consapevolezza precisa: il lusso sta attraversando una trasformazione profonda, che ridefinisce i suoi codici tradizionali, dalla rarità al concetto stesso di “fatto a mano”, aprendoli a significati più ampi e contemporanei. In questo scenario, Kering sceglie di affiancare alla storica “intelligenza delle mani” italiana una nuova centralità del pensiero critico, della creatività e della capacità di interpretare il presente. L’obiettivo non è più soltanto trasmettere tecniche d’eccellenza, ma formare figure ibride, in grado di coniugare sapere artigianale e visione, tradizione e innovazione.
La Kering Accademia per le Eccellenze, si configura così come un ecosistema formativo diffuso, che riunisce e rafforza i poli già attivi all’interno delle Maison del Gruppo, da Gucci a Bottega Veneta, da Brioni a Pomellato, ampliandosi attraverso una rete di partner d’eccellenza come il Politecnico di Milano, Galdus e HModa. Una struttura articolata sul territorio italiano, pensata per riflettere la ricchezza e la varietà del savoir-faire nazionale. Il percorso didattico abbraccia quattro ambiti fondamentali — abbigliamento, sartoria maschile, pelletteria e gioielleria — affiancati da competenze destinate a ridefinire il settore nei prossimi anni, tra tecnologia, intelligenza artificiale e nuovi materiali. I programmi avranno una durata variabile, da sei mesi fino a sette anni, e in alcuni casi porteranno al conseguimento di diplomi riconosciuti dalla normativa italiana.
A regime, l’Accademia accoglierà fino a 2.000 studenti all’anno, partendo da una prima coorte di 1.000 partecipanti, aperta sia a talenti interni sia esterni al Gruppo. Un investimento strutturale che guarda al lungo periodo e che risponde anche a una domanda crescente di competenze: secondo quanto evidenziato da de Meo, il settore del lusso avrà bisogno entro il 2035 di circa 75.000 professionisti qualificati lungo tutta la filiera, dalla moda alla ceramica fino alla gioielleria. "Creatività ed eccellenza sono l’essenza stessa del lusso - ha spiegato de Meo -. Costruirne il futuro richiede una visione di lungo periodo e investimenti costanti nell’artigianalità". In questo senso, la nuova Accademia si propone come una piattaforma capace di generare occupazione qualificata e di offrire ai giovani percorsi concreti e duraturi.
Cuore del progetto sarà il Campus di Valore Italia nel Mind – Milano Innovation District, pensato come punto di convergenza dell’intero network formativo e spazio di dialogo tra industria, formazione e innovazione. I primi corsi prenderanno il via nella prima metà di settembre 2026, segnando l’inizio di un percorso che punta a consolidare il ruolo dell’Italia come laboratorio globale del lusso. Un’iniziativa che, come ha ribadito Urso, rappresenta anche una sfida strategica per il Paese: mantenere e rafforzare sul territorio quella filiera artigianale e industriale che ha reso l’Italia "la fabbrica del lusso del mondo", trasformando la tradizione in una leva concreta per il futuro. (di Federica Mochi)