Un manuale aiuta a farsi un’idea su cosa bisogna fare per riuscirci. Si tratta dell’handbook dell’Agenzia spaziale europea, che contiene anche lo stipendio che potreste aspettarvi nel caso riusciate davvero a realizzarlo, quel sogno.
“Da grande farò l’astronauta”. È il desiderio di tanti bambini e le bambine, e il sogno non realizzato di (quasi) tutti gli adulti. Ma c’è chi ce la fa: come Luca Parmitano, appena entrato nella squadra Artemis III della Nasa dopo le due missioni precedenti, e Samantha Cristoforetti, altro pilota di punta dell'Esa. Ma come si fa a diventare astronauta? E quanto si guadagna?
Un manuale aiuta a farsi un’idea su cosa bisogna fare per riuscirci. Si tratta dell’handbook dell’Agenzia spaziale europea, che contiene anche lo stipendio che potreste aspettarvi nel caso riusciate davvero a realizzarlo, quel sogno. La posizione di astronauta dell'Esa è classificata nella fascia retributiva A2-A4 della scala salariale dell’Agenzia. Lo stipendio netto mensile, dall'handbook datato 2021, varia da 5.400 a 8.600 euro a seconda degli anni di esperienza professionale pertinente.
Inoltre ci sono gli adeguamenti salariali annuali e i bonus economici legati alle performance (immaginando che nel caso degli astronauti la performance sia massima). I membri del personale dell'Esa hanno lo status di funzionari internazionali e sono pertanto esenti dall'imposta sul reddito nazionale negli Stati membri dell’Agenzia (che non corrispondono esattamente a quelli Ue). Ma naturalmente gli astronauti non percepiscono solo il salario base.
La missione di Parmitano varrà all’italiano anche le indennità previste. La stessa Esa specifica che tra i benefit, come gli asili aziendali e gli assegni familiari, c’è l'indennità di espatrio. Chi lavora fuori dal proprio Paese ha inoltre diritto a un'indennità per l'istruzione, tramite la quale l'Esa contribuisce alle spese scolastiche dei figli. È previsto poi un pacchetto di supporto alla relocation per chi si trasferisce dal proprio Paese d'origine proprio per lavorare all'Esa. Questo include assistenza nella ricerca dell'alloggio, rimborso delle spese di trasloco e un'indennità di insediamento per far fronte ai costi legati al trasferimento nella nuova abitazione.
Astronauti e personale Esa hanno diritto a sei settimane di ferie retribuite all'anno, oltre a 12 giorni di festività. Il personale espatriato ha inoltre diritto, ogni due anni, a un congedo per il rientro in patria, che consiste in un viaggio pagato per il dipendente e la sua famiglia verso il Paese d'origine e in ulteriori otto giorni di permesso.
Ma cosa bisogna fare per diventare astronauta? Al momento l’Esa non ha lanciato un nuovo round di recruiting. L’ultima tornata di nuove leve entrate per sopperire all’aumento di lanci spaziali c’è stata nel 2021-2022 (la quarta dal 1978), prevedendo la nuova era di attori commerciali che ha accelerato la frequenza delle missioni.
All’epoca, gli astronauti di ‘riserva’ Anthea Comellini e Andrea Patassa hanno dovuto superare dei step di selezione: uno screening iniziale, test cognitivi e fisici, la fase dell’assessment centre dedicata ad altri test ed esercizi di gruppo, i test medici che verificano la tenuta dei candidati allo stress di una missione spaziale, un colloquio sulle caratteristiche professionali e l’ultima fase di selezione, che consiste in un colloquio con il Dg dell’Esa. Sulla parte fisica c’è grande attenzione, ed è previsto un test di nuoto durante il primo mese di addestramento. Per simulare la microgravità nello spazio, i candidati astronauti e gli astronauti partecipano a un addestramento che richiede una prolungata permanenza sott'acqua (fino a otto ore al giorno), utilizzando attrezzature subacquee o un adattamento di una delle attuali tute spaziali extraveicolari. Pertanto, gli astronauti devono essere disposti a trascorrere lunghi periodi di addestramento sott'acqua. Va ricordato che per avere una carriera nel settore non bisogna per forza essere disposti a essere spediti in orbita. Proprio a giugno 2026 si apre il Junior professional programme (Jpp) dell'Agenzia spaziale europea (Esa), offrendo l'opportunità di entrare a far parte dell'Esa come professionista a inizio carriera e contribuire alle attività spaziali dell'Esa. (di Alessandro Pulcini)