Per imprese scatta obbligo polizza contro catrastrofi. Ania: "Solo 15% coperte, hanno inciso le troppe proroghe"

Domani è l'ultimo giorno previsto per stipulare la copertura. Il presidente dell'associazione, Giovanni Liverani: "Le aziende andrebbero rese consapevoli che senza assicurazione lo Stato non risarcirà eventuali danni". E rilancia sull'obbligo anche per le abitazioni private: "Iniziare da quelle ristrutturate con incentivi statali, poi iniziare un ragionamento sulle altre. Da ministeri e politica c'è un'attenzione importante sul tema"

Giovanni Liverani, presidente di Ania
Giovanni Liverani, presidente di Ania
30 marzo 2026 | 13.54
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Scade domani, 31 marzo, l'ultima proroga concessa alle imprese per l'obbligo di assicurarsi contro le catastrofi naturali, un provvedimento inserito in Legge di bilancio 2024 ma che ha visto slittare la sua completa attuazione per oltre un anno. Questo periodo tra l'introduzione della legge e l'entrata effettiva in vigore su tutte le categorie "ha inciso notevolmente sulla efficacia di una legge giusta, coraggiosa e importante per il nostro Paese" commenta il presidente di Ania, Giovanni Liverani, che all'Adnkronos fa il punto in vista della scadenza del 31 marzo. "L'Italia è un territorio esposto alle catastrofi, ma solo il 15% scarso delle aziende è al momento coperto".

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Una bassissima percentuale di adesione all'obbligo, quella indicata, che secondo Liverani è dovuta "alle troppe proroghe. La situazione - prosegue - andrebbe comunicata meglio perché le imprese devono rendersi conto che se non si assicurano, andranno incontro a conseguenze. Non ci sono sanzioni di carattere penale o di carattere amministrativo significative, però ci sono significativi svantaggi nell'applicazione di tutta una serie di incentivi che le imprese non assicurate non potranno ottenere". Con conseguenze anche peggiori: "Nel caso in cui si verifichi una catastrofe naturale, i risarcimenti dello Stato saranno subordinati della presentazione della polizza assicurativa". Insomma, spiega Liverani, "le imprese andrebbero rese consapevoli dell'enorme rischio che stanno correndo nel momento in cui non si assicurano: non saranno risarcite nemmeno dallo Stato".

Per cui la copertura contro le catastrofi naturali "è un tema fondamentale" per la sopravvivenza delle imprese, soprattutto le più piccole che nel nostro Paese rappresentano la fetta più grande delle aziende. "Le loro concorrenti in Francia, Germania, Austria o in Spagna, che hanno già provveduto a coprirsi dal punto di vista assicurativo" nell'eventualità di danni per catastrofi naturali "ripartono nel giro di 15 giorni". Da noi, quell'85% che al momento non è assicurato rischia di non ripartire e questo è dovuto, ribadisce il presidente di Ania, "a una mancata comunicazione, come la mancata certezza della legge". Non va dimenticato che "un piccolo imprenditore non è che approfondisca più di tanto la notizia. Sente che c'è una proroga, aspetta fino all'ultimo giorno, non capisce se appartiene o non appartiene alla categoria di quelli imprenditori che possono beneficiarne. Progoga e basta. Mi auguro - dice quindi Liverani - che con la scadenza di domani questo discorso di esitare e di prorogare decada e che ci sia un'accelerazione, cosa che metterebbe in sicurezza il sistema produttivo del Paese" fatto soprattutto di piccole e micro imprese che devono fare i conti con un territorio ad alta rischiosità.

Un obbligo anche per le case degli italiani - L'obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali "andrebbe introdotto anche per le abitazioni private" iniziando "subito da quel 8-10% che in Italia ha usufruito di incentivi statali per la ristrutturazione, perché sarebbe paradossale che lo Stato abbia finanziato gli interventi e poi debba tirare fuori i soldi per risarcire", propone Liverani. L'associazione, dice, "ha avviato interlocuzioni con i ministeri competenti e le forze politiche" e ha trovato "un'attenzione importante, perché è chiaro che il bene della casa è un bene sociale molto importante e che le risorse pubbliche che sono state investite vadano protette".

Come ribadisce Liverani, in un territorio come l'Italia i danni da catastrofi naturali portano "a un rischio sociale molto molto elevato, più di quello che deriverebbe dal sistema produttivo. La casa è un bene per gli italiani quasi sacro, tutti risparmiano per generazioni intere per acquistare l'abitazione di proprietà. E' un fatto positivo perché dà solidità e stabilità sociale, però si combina con l'esposizione alle catastrofi naturali nel nostro territorio". Per cui, dice il presidente di Ania, "bisogna avviare una riflessione su come mettere in sicurezza il patrimonio edilizio degli italiani" partendo, appunto, dalle abitazioni che sono state ristrutturate tramite incentivi statali" e, in seguito, "avviare una riflessione anche per tutte le altre, perché un terremoto che distrugge buona parte del patrimonio edilizio di una certa area significa un grosso problema sociale". E infine, conclude Liverani, ci sarebbe anche un altro vantaggio legato all'obbligatorietà di una copertura sulla casa: "Allargheremmo la platea di assicurati facendo scattare il concetto di mutualità: se l'acquistano tutti, la polizza costa meno".

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