Pil Eurozona, revisione al ribasso: -0,2% nel primo trimestre 2026

Eurostat ha rivisto al ribasso il Pil Eurozona del primo trimestre 2026, attestandosi a -0,2%. La revisione segnala un inatteso rallentamento economico nell'area euro.

L'economia europea rallenta nel primo trimestre 2026, i prezzi dell'energia salgono
 - Fotogramma/Ipa
L'economia europea rallenta nel primo trimestre 2026, i prezzi dell'energia salgono - Fotogramma/Ipa
05 giugno 2026 | 16.41
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Eurostat ha rivisto al ribasso la stima dell'andamento del Pil dell'area euro nel primo trimestre del 2026, che è diminuito dello 0,2% nell'Eurozona rispetto al trimestre precedente, a fronte di un consensus che lo dava quasi piatto, +0,1%. Nell'Ue è calato dello 0,1%. Nel quarto trimestre del 2025, il Pil era aumentato dello 0,2% in entrambe le aree.

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Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il Pil destagionalizzato è aumentato dello 0,3% nell'area euro e dello 0,7% nell'Ue nel primo trimestre del 2026, in sensibile rallentamento: nel quarto trimestre del 2025 aveva segnato un aumento dell'1,2% nell'area euro e dell'1,4% nell'Ue.

Per contro, nel primo trimestre del 2026, il Pil degli Stati Uniti è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente (dopo un aumento dello 0,1% nel quarto trimestre del 2025). Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il Pil è aumentato del 2,6% (dopo il +2% del trimestre precedente).

Nel primo trimestre di quest'anno, la Danimarca (+1,9%) ha registrato l'aumento maggiore rispetto al trimestre precedente, seguita da Estonia e Malta (+1,1%). Si sono registrati cali in Irlanda (-12,1%), il cui Pil oscilla spesso sensibilmente perché dipende molto dai conti delle multinazionali che vi hanno sede, Lituania (-0,3%), Svezia (-0,2%) e Francia (-0,1%).

Nel primo trimestre del 2026, il contributo alla crescita del Pil rispetto al trimestre precedente è stato determinato da vari fattori: spesa per consumi finali delle famiglie positiva sia per l'area dell'euro che per l'Ue (+0,1 punti percentuali per entrambi); spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche positiva sia per l'area dell'euro che per l'Ue (+0,1 punti percentuali per entrambi); formazione lorda di capitale fisso negativa sia per l'area dell'euro che per l'Ue (-0,1 punti percentuali per entrambi); variazione delle scorte negativa per l'area dell'euro (-0,1 punti percentuali) e trascurabile per l'Ue, ed esportazioni meno importazioni negative sia per l'area dell'euro (-0,3 punti percentuali) che per l'Ue (-0,2 punti percentuali).

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