Gli scenari per l’economia a rischio recessione

17 aprile 2026 | 10.43
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Ancora una volta l’economia globale rischia di deragliare dalla rotta, questa volta a causa della guerra in Medio Oriente. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook, stimando nello scenario peggiore di tutti - con danni infrastrutturali e guerra più lunga - un rallentamento del pil a quasi il 2%. La crescita globale quest'anno rallenterebbe al 3,1% se la durata della guerra in Medio Oriente fosse limitata; al 2,5% in uno scenario più avverso ma calerebbe ulteriormente, appunto a quasi il 2%, nello scenario peggiore di tutti e "questo significherebbe sfiorare una recessione globale (tasso di crescita inferiore al 2%), cosa che si è verificata solo quattro volte dal 1980, con le ultime due occasioni che corrispondono alla crisi finanziaria globale e alla pandemia di Covid-19". Secondo gli economisti di Washington “i rischi al ribasso prevalgono: le tensioni geopolitiche potrebbero aggravarsi ulteriormente – trasformando la situazione nella più grave crisi energetica dei tempi moderni – oppure potrebbero esplodere tensioni politiche interne”. Non solo. "I fattori di stress politico possono intrecciarsi con i cambiamenti nelle politiche commerciali e in altre politiche internazionali. Indipendentemente dagli sviluppi geopolitici, potrebbero divampare controversie commerciali", si avverte. "Il ruolo critico degli elementi delle terre rare nelle catene di approvvigionamento globali costituisce un particolare punto di attrito". Inoltre "un indebolimento delle istituzioni, compresa l’indipendenza della banca centrale e la credibilità della politica monetaria, potrebbe far crescere le aspettative di inflazione, specialmente in un momento in cui l’inflazione complessiva è in aumento a causa di uno shock sui prezzi dei beni di consumo". Il pil italiano rallenta a +0,5 nel 2026 e nel 2027, prevede il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook tagliando di 0,2 punti percentuali per entrambi gli anni la stima di gennaio, nello scenario che la guerra abbia una durata limitata e le perturbazioni si attenuino entro giugno. L'inflazione italiana dovrebbe attestarsi al 2,6% quest'anno e 2,4% il prossimo; la zona euro 2,6% e 2,2% rispettivamente. Rivista al ribasso anche la crescita della zona euro a 1,1% nel 2026 e a +1,2% nel 2027, ribassata anche in questo caso di due decimali. La Germania dovrebbe crescere dello 0,8% quest'anno e di +1,2% il prossimo (- 0,3 in entrambi gli anni rispetto alle stime di gennaio; la Francia dello 0,9% nel 2026 e nel 2027 (con un ribasso rispettivamente dello 0,1 e dello 0,3). Le economie avanzate segnano +1,8% e +1,7%, come le stime di gennaio.

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