Stretto di Hormuz, gli Usa abbattono altri due droni iraniani

Nuovi scontri mettono alla prova il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran. II Centcom: "Minacciavano il traffico marittimo". Ministro Interni Pakistan vede Araghchi, consegnata lettera Munir per Khamenei

Aerei Usa - Centcom
Aerei Usa - Centcom
07 giugno 2026 | 07.31
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Continua a salire la tensione tra Iran e Usa nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico globale. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver abbattuto altri due droni d'attacco iraniani che, secondo Washington, rappresentavano una minaccia per il traffico marittimo internazionale nell'area.

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"In data odierna, le forze statunitensi in Medio Oriente hanno abbattuto due droni d'attacco iraniani che minacciavano il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz", ha riferito il Centcom in un messaggio pubblicato sul social X, ribadendo che le forze americane restano pronte a "continuare a difendersi dall'aggressione iraniana".

L'episodio arriva dopo che Iran e Stati Uniti si sono scambiati nuovi attacchi e Teheran ha aperto il fuoco contro Kuwait e Bahrein. Secondo fonti militari americane, i velivoli senza pilota erano diretti verso la zona dello Stretto di Hormuz, passaggio attraverso il quale transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Le autorità statunitensi sostengono che l'intervento sia stato necessario per garantire la sicurezza della navigazione commerciale internazionale.

Teheran: "Problema principale in negoziati è posizione contraddittoria Usa"

Il problema principale nei negoziati tra l'Iran e gli Stati Uniti sono le posizioni mutevoli e contraddittorie di Washington, ha dichiarato, in un'intervista con la Cnn a Teheran, Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. "Il problema principale nel negoziare con questa amministrazione è che bisogna affrontare continui cambiamenti di posizione, obiettivi che si spostano di continuo, dichiarazioni diverse, osservazioni contraddittorie da parte di funzionari diversi, il che rende l'intero processo molto complicato", ha affermato Baghaei.

Ci sono diversi punti critici, ha aggiunto, "ma la questione principale è che gli americani devono capire che devono riconoscere i diritti dell'Iran", incluso il suo diritto all'arricchimento nucleare pacifico in base al trattato internazionale di non proliferazione.

Ministro Interni Pakistan vede Araghchi

Il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Naqvi, ha incontrato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli ha consegnato un messaggio per la Guida suprema Mojtaba Khamenei da parte del capo di Stato maggiore di Islamabad Asim Munir. Lo riportano i media iraniani, sottolineando che durante l'incontro Naqvi e Araghchi hanno discusso di questioni di interesse comune, tra cui la sicurezza delle frontiere e l'agevolazione degli scambi commerciali, la stabilità regionale e gli sforzi diplomatici in corso per allentare le tensioni tra Stati Uniti e Iran e la crisi dello Stretto di Hormuz. Il Pakistan è il principale mediatore tra Washington e Teheran nella crisi in corso.

Usa verso invio beni congelati Teheran a Paesi Golfo per riparazioni postbelliche

Il governo degli Stati Uniti sta valutando la possibilità di reindirizzare i beni iraniani che sono congelati verso gli stati del Golfo perché li possano usare per la ricostruzione postbellica e le riparazioni dei danni causati dagli attacchi sferrati dall'Iran. Lo ha affermato una fonte a conoscenza della questione alla Reuters, come riporta il sito di Haaretz. La fonte ha spiegato che il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha incaricato un team di valutare i costi dei danni già inflitti dall'Iran agli alleati del Golfo. Inoltre, ha aggiunto la fonte, gli Stati Uniti prenderanno in considerazione l'utilizzo di beni iraniani anche per riparare eventuali danni futuri.

La rivelazione è giunta dopo che Mohsen Rezaee, consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha dichiarato alla Cnn che un accordo di pace per porre fine alla guerra dipendeva dallo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati dagli Stati Uniti.

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