Lo scorso 17 giugno, il Ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto in Aula alla Camera per rispondere a due interrogazioni parlamentari relative all’aumento delle spese militari e alla possibile adesione allo strumento SAFE. La prima, presentata dall’On. Lomuti (M5S), si è concentrata sull’incremento delle spese in ambito NATO e sull’adesione al progetto di acquisizione di armamenti a favore dell’Ucraina (Prioritized Ukraine Requirements List, PURL), anche alla luce dell’incontro del 15 giugno tra lo stesso Crosetto e il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth.
Nella sua breve replica in Aula, Crosetto ha dichiarato di non aver assunto alcun impegno, sottolineando che tali decisioni spettano ai Governi e ai Parlamenti e non ai Ministri della Difesa. Con riferimento al PURL, ha ribadito la posizione contraria dell’Italia, precisando che tale orientamento resta invariato.
La seconda interrogazione, presentata dall’On. Rosato (Azione), ha riguardato gli orientamenti del Ministero della Difesa in merito all’eventuale adesione dell’Italia allo strumento SAFE, volto a consentire l’accesso a prestiti agevolati per il rafforzamento della base industriale e tecnologica della difesa. Nella sua risposta, il Ministro ha precisato di aver predisposto tutte le misure necessarie per rispettare tempi e impegni assunti in ambito NATO con gli Alleati, sottolineando tuttavia che la decisione finale sull’adesione al SAFE non compete al Ministro della Difesa. Ha quindi evidenziato che, allo stato attuale, non è ancora definito se l’Italia aderirà allo strumento. Qualora ciò avvenisse, la Difesa dispone già di progetti di investimento pronti. Analoga situazione riguarda l’incremento dello 0,15-0,20% delle risorse destinate alla Difesa, previsto dal Parlamento lo scorso anno, ma rinviato a causa della mancata uscita dal Patto di stabilità.
La prima interrogazione e la risposta
La seconda interrogazione e la risposta