Caso Epstein, negli ultimi file pubblicati almeno 3.200 riferimenti a Trump

Rese pubbliche oltre tre milioni di pagine relative al caso. Bill Gates nella bufera: nei file presunti rapporti con donne da cui avrebbe contratto malattie sessualmente trasmissibili. E spunta anche una mail di Musk

Epstein e Trump - Fotogramma /Ipa
Epstein e Trump - Fotogramma /Ipa
31 gennaio 2026 | 09.18
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Le oltre tre milioni di pagine relative al caso Epstein e pubblicate dal Dipartimento di Giustizia, sembrano contenere almeno 3.200 documenti che menzionano il presidente Donald Trump. Lo riferisce il New York Times, che sta esaminando i documenti e spiega che il numero potrebbe aumentare.

Alcuni dei documenti che menzionano Trump sembrano essere segnalazioni inviate agli investigatori in relazione al caso Epstein. Altri sono riferimenti a Trump in articoli di giornale che sono stati inseriti nei file. Epstein e i suoi amici erano soliti scambiarsi articoli e anche gli investigatori federali hanno esaminato i resoconti dei media nell'ambito delle loro indagini. Ci sono anche e-mail che fanno semplicemente riferimento a Trump: Epstein, ad esempio, discuteva regolarmente del tycoon, riflettendo anche sulle sue possibilità nelle elezioni presidenziali del 2016. Trump ha negato qualsiasi illecito in relazione a Epstein.

Bill Gates nella bufera

Intanto Bill Gates torna nella bufera dopo la pubblicazione dei documenti. Tra le carte analizzate dal Daily Mail, emergono email attribuite al defunto finanziere, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019, che contengono accuse non verificate nei confronti del fondatore di Microsoft, riferite a presunti rapporti con donne da cui avrebbe contratto malattie sessualmente trasmissibili. Le affermazioni, risalenti al 2013, non sono supportate da riscontri indipendenti e restano allo stato di accuse.

In una lunga email datata 18 luglio 2013, scritta da Epstein e inviata a sé stesso, il finanziere afferma che Gates avrebbe avuto rapporti sessuali con "ragazze russe", avrebbe contratto una malattia sessualmente trasmissibile e avrebbe chiesto antibiotici da somministrare di nascosto alla moglie di allora, Melinda Gates. "Per aggiungere la beffa al danno, mi implori di cancellare le e-mail riguardanti la tua malattia sessualmente trasmissibile, la tua richiesta di fornirti antibiotici da somministrare di nascosto a Melinda e la descrizione del tuo pene", scrive Epstein. Nella stessa missiva si dice inoltre "sconvolto oltre ogni comprensione" per la decisione di Gates di "ignorare l’amicizia che si era sviluppata negli ultimi sei anni".

Spunta anche una mail di Musk

Ma non è tutto. Anche Elon Musk mandò a Jeffrey Epstein una mail, il 13 dicembre del 2013, per chiedere quando avrebbe recarsi sulla sua isola. In precedenza Musk aveva affermato di aver respinto gli inviti di Epstein a visitare una delle due isole di sua proprietà, Great St. James e Little St. James nelle Isole Vergini americane, vicino alle Isole Vergini britanniche. Little St. James era l'epicentro degli abusi decennali di Epstein su ragazze e giovani donne.

"Sarò nella zona delle Isole Vergini Britanniche/Saint Barthélemy durante le vacanze. C'è un buon momento per venirci?", scrisse Musk. Epstein gli rispose due giorni dopo, dicendo che l'inizio del nuovo anno sarebbe stato un buon momento, aggiungendo: "C'è sempre posto per te". Il giorno di Natale, Epstein scrisse in un'altra email: "Il 2 o il 3 sarebbero perfetti. Verrò a prenderti".

Musk rispose che sarebbe dovuto tornare a Los Angeles la notte del 2 gennaio, prima di dire che avrebbe potuto posticipare la partenza di un giorno. Dalle email non è chiaro se Musk si sia effettivamente recato sull'isola, ma lo scambio mostra un livello di comunicazione tra i due che non era stato rivelato in precedenza.

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