L'Unione sollecita una riforma radicale dell'Omc per gestire il commercio mondiale, affrontare la sovraccapacità produttiva e le nuove politiche di mercato.
L'Unione Europea vuole una riforma radicale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc o Wto), i cui Stati membri si riuniranno in Camerun a partire da giovedì prossimo, 26 marzo. "Voglio ribadire che per l'Unione Europea questo incontro rappresenta un momento decisivo", ha dichiarato ai giornalisti il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič.
"Insistiamo affinché venga attuata una riforma radicale della Wto, per gestire al meglio le condizioni di concorrenza, la sovraccapacità produttiva e le politiche di mercato", ha ribadito. Šefčovič vorrebbe "un migliore equilibrio tra i diritti e le responsabilità" dei membri dell'Omc.
"La situazione è cambiata enormemente. L'ultima volta che abbiamo modificato il suo regolamento, l'organizzazione contava solo 120 membri; ora ne abbiamo 166", ha sottolineato.
Oggi la sovraccapacità industriale in alcuni Paesi "sta creando molti problemi per l'economia europea", mentre il commercio di servizi, praticamente escluso da queste regole, "è diventato una parte importante dell'economia globale", ha affermato il commissario che guida i negoziati sugli accordi commerciali dell'Ue.
La Conferenza ministeriale dell'Omc, il suo massimo organo decisionale, si riunisce dal 26 al 29 marzo a Yaoundé, capitale del Camerun, in un contesto di crescenti tensioni commerciali, tra cui la rivalità tra le grandi potenze, i dazi statunitensi e le interruzioni degli scambi legate alla guerra in Medio Oriente.
L'Ue accusa regolarmente la Cina di mantenere una significativa sovraccapacità in alcuni settori industriali, cosa che fa scendere i prezzi e, secondo Bruxelles, costituisce una concorrenza sleale per i produttori europei. Diversi membri desiderano modificare le procedure decisionali dell'organizzazione, che si basano sul principio del consenso, e rivedere anche le regole relative ai Paesi in via di sviluppo e quelle riguardanti la parità di condizioni.