Gaza, individuato e identificato corpo ultimo ostaggio israeliano Ran Gvili. Netanyahu: "Promessa mantenuta"

Colono armato minaccia due carabinieri vicino a Ramallah, ambasciata d'Italia protesta con Israele

Ran Gvili (Afp)
Ran Gvili (Afp)
26 gennaio 2026 | 14.30
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Il corpo del sergente maggiore israeliano, Ran Gvili, è stato individuato e identificato in un cimitero nella parte orientale di Gaza City, dove da ieri era in corso un'operazione su larga scala dell'esercito. Lo hanno riferito le Idf, precisando che la famiglia di Gvili è stata informata da rappresentanti militari e che il suo corpo verrà riportato in Israele per la sepoltura. Con il ritrovamento del corpo dell'ufficiale, è la prima volta dal 2014 che non ci sono ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito un "risultato straordinario per Israele" il ritrovamento del corpo dell'ultimo ostaggio che si trovava ancora nella Striscia. "Avevamo promesso, e avevo promesso, di riportare tutti indietro e abbiamo riportato tutti indietro, fino all'ultimo", ha detto Netanyahu, parlando con la stampa alla Knesset. "Ran è un eroe di Israele. È entrato per primo, è uscito per ultimo. È tornato", ha aggiunto Netanyahu.

Ramallah, colono armato minaccia due carabinieri: ambasciata d'Italia protesta con Israele

Intanto l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha indirizzato una "nota verbale" di protesta formale al governo israeliano per l’episodio in cui sono stati coinvolti due Carabinieri in servizio al consolato generale di Gerusalemme. Su disposizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani - riferisce la Farnesina - l’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv sta presentando proteste presso varie amministrazioni israeliane, preannunciando interventi diretti dell’autorità politica italiana.

I due militari erano ieri in visita di sopralluogo per preparare una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio vicino Ramallah, in territorio della Autorità nazionale palestinese. I militari sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili, presumibilmente un colono israeliano, che ha puntato su di loro un fucile. I militari (passaporti e tesserini diplomatici, auto con targa diplomatica) sono stati 'interrogati' dal civile. Seguendo le regole di ingaggio ricevute, hanno evitato di rispondere con violenza alle minacce iniziali.

L'uomo ha passato loro una persona al telefono, non identificatasi, che ha affermato che i due si trovavano all'interno di un'area militare e dovevano allontanarsi. Da verifica con il Cogat (comando militare israeliano per il Territori palestinesi occupati) è stato confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto.

Il personale militare dei Carabinieri è rientrato incolume in Consolato e ha riportato all’Ambasciata e alla catena di comando dell’Arma i fatti avvenuti.

"Considerata la gravità dell'episodio, l’ambasciatore a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare nota verbale di protesta al governo di Gerusalemme al massimo livello, coinvolgendo il ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Idf, la polizia e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi)", sottolinea la Farnesina, che prevede di compiere nuovi passi di protesta al massimo livello politico.

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