Guardia di Finanza ed Eppo: sequestri record per frode Iva su carburante a Milano

Guardia di Finanza ed Eppo sequestrano 23,5 milioni di euro in Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta per una vasta frode Iva su carburante, stimata in 60 milioni di euro.

Pompe di carburante - Fotogramma/Ipa
Pompe di carburante - Fotogramma/Ipa
01 luglio 2026 | 12.08
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La Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato beni per un valore superiore a 23,5 milioni di euro, nell'ambito di un'indagine condotta dall'Eppo, la Procura europea, su una presunta frode Iva per decine di milioni di euro, relativa all'importazione di carburante in Italia.

Su richiesta dell'Eppo, comunica la sede centrale della Procura a Lussemburgo, il gip di Milano ha disposto il sequestro di beni per un valore massimo di 60 milioni di euro, a titolo di risarcimento del danno. Ieri sono stati sequestrati immobili in Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta per un valore di circa 13,5 milioni, nonché conti correnti bancari per un valore di circa 10 milioni e diversi veicoli. Sono in corso le attività per individuare e sequestrare altri beni.

L'indagine, spiega l'Eppo, ha portato alla luce un complesso schema fraudolento gestito da un deposito autorizzato di prodotti petroliferi in provincia di Milano, che ha immesso sul mercato oltre 188 milioni di litri di gasolio e benzina, senza pagare le imposte dovute.

In particolare, è emerso che il magazzino ha abusato del regime di tassazione Iva, che prevede il pagamento dell'Iva al momento del prelievo delle merci dal deposito, sulla base di una stima delle quantità destinate alla successiva vendita.

Questo ha permesso agli indagati di vendere prodotti petroliferi a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato, sia attraverso la propria rete di distributori (stazioni di servizio non di marca) sia tramite vendite ad altri operatori, con una significativa distorsione della concorrenza.

Sulla base delle prove raccolte, il sistema ha generato dichiarazioni Iva fraudolente per gli anni 2023, 2024 e 2025 nel settore petrolifero, per un danno stimato di 60 milioni di euro.

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