Il presidente americano parla dell'operazione militare americana contro Teheran, durante un'intervista con il suo ex avvocato personale Michael Cohen. Capo Forze armate: "Ogni minaccia sarà affrontata con risposta devastante"
"Abbiamo spazzato via l'Iran". Donald Trump torna a rivendicare la portata dell'operazione militare americana contro Teheran, durante un'intervista con il suo ex avvocato personale Michael Cohen, con il quale sembra aver deciso, almeno in pubblico, di seppellire l'ascia di guerra dopo anni di accuse, insulti e battaglie giudiziarie. Il presidente americano è intervenuto nel programma radiofonico del suo ex uomo di fiducia e ai microfoni di WABC, network di New York, ha parlato anche dello Stretto di Hormuz, affermando che "gli Usa controllano sostanzialmente lo Stretto di Hormuz e presto ne avranno il pieno controllo".
Il faccia a faccia tra Trump e Cohen rappresenta intanto un clamoroso riavvicinamento. Cohen, un tempo fedelissimo del presidente e suo "fixer", era diventato uno dei suoi più duri accusatori, fino a testimoniare contro di lui nel caso Stormy Daniels. Ora, dopo anni di accuse e battaglie giudiziarie, i due sono tornati a parlare pubblicamente in termini concilianti.
"Qualsiasi errore di calcolo e qualsiasi minaccia, convenzionale o nuova, da parte dei nemici sarà affrontata con risposte rivoluzionarie, schiaccianti, deterrenti e devastanti", ha affermato il capo di Stato maggiore delle Forze armate iraniane, il generale Ali Abdollahi, in un messaggio inviato al ministro ad interim della Difesa, Majid Ebn al-Reza, in occasione dela Giornata dell'industria della Difesa, che si celebra il 31 agosto.
Nel messaggio, diffuso dal ministero della Difesa iraniano, Abdollahi ha definito la ricorrenza "un'espressione della forza deterrente dell'Iran" di fronte alle sanzioni e alle pressioni internazionali. Secondo il capo di Stato maggiore, l'industria della difesa rappresenta "un pilastro imprescindibile della potenza nazionale" e svolge un ruolo centrale nel rafforzamento della sicurezza e della dignità del Paese. "Ciò che è stato realizzato negli ultimi anni - ha sottolineato - va oltre la produzione di equipaggiamenti militari: si tratta di una rivoluzione industriale della difesa e della deterrenza", che comprende progettazione, gestione delle tecnologie, economia della difesa, filiere basate sulla conoscenza e modelli di produzione avanzati.
La guerra con l'Iran è "entrata in una nuova fase", nella quale lo strumento più efficace a disposizione degli Stati Uniti è la pressione economica su Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente americano JD Vance al Clay Travis & Buck Sexton Show. "Siamo ora, per così dire, in una nuova fase in cui lo strumento più efficace che abbiamo è la pressione economica che possiamo esercitare su di loro", ha spiegato Vance, sottolineando che nelle ultime settimane l'Iran "ha subito molta più pressione di noi". Secondo il vicepresidente, gli Stati Uniti sono riusciti a far transitare quantità significative di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante gli attacchi iraniani alle navi commerciali, contribuendo così ad attenuare i prezzi dell'energia e contemporaneamente a colpire l'economia iraniana. "Vogliono che la loro economia venga strangolata per sempre oppure vogliono avere un rapporto migliore con l'Occidente?", ha chiesto Vance.
Il vicepresidente ha ribadito che l'obiettivo di Washington non è soltanto assicurarsi che gli impianti nucleari iraniani restino distrutti, ma impedire a Teheran di tentare di ricostruirli. "Il presidente ha detto che l'Iran non può avere un'arma nucleare. I loro impianti nucleari sono stati distrutti, ma la domanda è: cercheranno di ricostruirli? - ha affermato - Fondamentalmente, quello che stiamo cercando di fare è creare una nuova realtà sul terreno in cui non solo possiamo dire con certezza che i loro impianti sono stati distrutti, ma possiamo anche dire con certezza che non proveranno mai a ricostruirli".
Intanto Pechino ha dichiarato che le "sanzioni e le pressioni" statunitensi non sono la soluzione, dopo che gli Stati Uniti hanno esortato i loro alleati e la Cina a unire le forze per piegare economicamente l'Iran.
"Le sanzioni e le pressioni non risolveranno il problema", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante una conferenza stampa. "La Cina invita tutte le parti interessate ad adottare misure responsabili e a risolvere la questione attraverso i canali politici e diplomatici", ha aggiunto Lin.