'Non si vuole azzerare il passato ma permettere una maggiore consapevolezza dei rapporti'
Italia e Francia di fronte alla Libia: per anni, il riflesso condizionato è stato quello di pensare al Paese come a un terreno di scontro tra Roma e Parigi, con le opposte tifoserie schierate l'una per Tripoli e l'altra Bengasi. Un libro mette insieme per la prima volta riflessioni storiche e analisi di politica estera per "smussare una serie di incomprensioni e smontare alcune letture un po' veloci e mostrare una certa complessità" dei motivi che spinsero la Francia a intervenire in Libia. "La volontà di questo libro non è di azzerare il passato ma di permettere maggiore consapevolezza" nella comprensione dei rapporti che Roma e Parigi hanno con il Paese nordafricano, spiega all'Adnkronos Jean Pierre Darnis, che insieme a Jeremy Guedj ha curato il volume che sarà presentato domani alla Stampa estera a Roma.
"Il libro non parla dell'attualità, degli ultimi sei mesi - premette Darnis, professore di storia contemporanea alla Luiss e di relazioni franco-italiane all'Università di Nizza - ma contiene riflessioni storiche, dall'800 a oggi, e analisi di poltica estera recente, fino all’azione di Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, per capire quali sono stati i fattori determinanti della politica italiana e francese verso la Libia, che cosa la Libia rappresenta nei rapporti fra Francia e Italia, un argomento spesso percepito come molto delicato".
E il lavoro che si fa in "Italia e Francia di fronte alla Libia" è quello di "mettere in chiaro una serie di meccanismi che non sono ovvi e smontare alcune letture un po' veloci per fare vedere una certa complessità dietro ai motivi per cui la Francia è andata in Libia, motivi che, pur essendo assolutamente criticabili, non sempre corrispondono al paradigma per cui l'intervento del 2011 contro Muammar Gheddafi era stato deciso per far sloggiare l'Italia", sostiene ancora Darnis. Che insiste sul lavoro di storici e politologi per permettere a Roma e Parigi di avere "una maggiore consapevolezza" delle loro azioni in Libia, "anche perché oggi noi siamo chiamati con l’Europa a gestire vari problemi migratori o sociali legati alla sponda sud del Mediterraneo e non è che turchi o cinesi lo faranno al nostro posto".
Se tra Italia e Francia "le tensioni sulla Libia si sono placate, non è chiaro fino a che punto quella consapevolezza è progredita", perché Parigi è ferma al paradigma di una politica regionale basata sulla lotta al terrorismo, conseguenza degli attacchi del 2015, mentre per Roma non è stata quella la priorità nel rapporto con il Paese nordafricano, chiosa lo storico. Darnis presenterà il volume domani alle 17.30 insieme a Roland Dubertrand, coordinatore cattedra Méditerranée, Religions, Sociétés, Pisai, Micol Flammini, giornalista de “Il Foglio” Gaetano Quagliariello, Dean School of Government, Luiss Roma, Giovanni Orsina, Presidente del Comitato storico- scientifico della Fondazione Craxi Ets.