I media iberici danno ampio risalto alla decisione dell'Ufficio brevetti e marchi
L'Italia vince in tribunale e la catena spagnola di ristoranti 'La mafia se sienta a la mesa' (La mafia si siede a tavola) rischia di dover cambiare nome. L'Ufficio spagnolo brevetti e marchi ha emesso una sentenza il 26 febbraio giudicando il nome della catena, che possiede 114 locali in Spagna, "contrario sia all'ordine pubblico che al buon costume". La decisione, inizialmente riportata dal quotidiano Expansión, trova ampio spazio sui media iberici. Gli articoli spiegano che l'ufficio dei brevetti ha dato ragione alla Repubblica italiana "nella battaglia legale che il Paese sta conducendo contro il marchio di Saragozza". L'Italia, riferiscono diverse testate, ritiene che il ristorante "riproduca direttamente il nome di una vera organizzazione criminale la cui attività è una realtà persistente".
La catena di locali replica affermando che il nome si ispira a un libro di cucina omonimo e fa appello alla libertà di espressione. "Utilizzare il nome della mafia in un'opera d'arte non equivale a utilizzarlo per un'attività commerciale, banalizzando eventi offensivi per un Paese", spiega Josep Carbonell, partner dello studio che ha assistito l'Italia nel caso. Nel 2018, il Tribunale dell'Unione Europea si era espresso contro il marchio a livello Ue. Ora, per il gruppo, la prospettiva di cambiare nome diventa più concreta. Secondo i media spagnoli, il passo potrebbe essere inevitabile nel 2027, se i tribunali commerciali di Barcellona si pronunceranno a favore dell'Italia in una sentenza che potrebbe arrivare "in meno di un anno". La catena di ristoranti ha un mese di tempo per presentare ricorso contro la sentenza dell'Ufficio spagnolo brevetti e marchi.