La Commissione Europea sostiene che la collaborazione con le piattaforme per combattere le fake news sta dando frutti, in vista del sabato di Ferragosto, giorno in cui si teme una nuova ondata nell'exclave spagnola
In vista di Ferragosto, la Commissione Europea ha intensificato la cooperazione con le piattaforme digitali in risposta alle segnalazioni di possibili nuovi arrivi di migranti a Ceuta. I fact checker, o verificatori di fatti, stanno lavorando senza sosta e una nuova riunione è prevista per oggi pomeriggio per valutare l'evolversi della situazione e gli ultimi sviluppi.
Bruxelles afferma che la collaborazione con Meta e TikTok sta "dando i suoi frutti" e che sono già in corso azioni contro i contenuti relativi al traffico di migranti, alla violenza, all'incitamento all'odio e ai discorsi d'odio. Si stanno inoltre adoperando per "fornire informazioni accurate" agli utenti che effettuano ricerche su argomenti specifici, prevenendo così "la diffusione della disinformazione".
"Ci dicono - ha detto il portavoce Guillaume Mercier - che questa cooperazione si sta dimostrando molto efficace e che le piattaforme stanno adottando misure di conseguenza. Possiamo affermare che, anche in vista del 15 agosto, stiamo rafforzando significativamente la nostra cooperazione. La nostra vigilanza rimane al massimo livello, ma è necessario mantenerla, visti gli eventi che potrebbero verificarsi in qualsiasi momento".
Come ricordato dalla Commissione, dal 10 agosto è in corso uno specifico coordinamento con le piattaforme nell'ambito del codice di condotta sulla disinformazione. Finora si sono tenuti due incontri e un terzo si svolgerà oggi pomeriggio, oltre ai contatti quotidiani con le aziende. Questi contatti rientrano nel cosiddetto meccanismo rafforzato di condivisione delle informazioni e cooperazione, volto a ridurre l'impatto della disinformazione durante una crisi.
Bruxelles ha tuttavia chiarito che la riunione non è stata convocata specificamente in risposta alle segnalazioni di un possibile tentativo di ingresso coordinato nella notte tra il 14 e il 15 agosto, ma rientra piuttosto nell'ambito delle riunioni periodiche che si tengono più volte a settimana per analizzare "la situazione attuale, gli ultimi sviluppi e gli eventi più recenti".
Nel frattempo, il portavoce ha spiegato che il Comitato europeo per i servizi digitali (Edb) ha convocato oggi il suo gruppo di lavoro sull'integrità dell'informazione per affrontare specificamente la dimensione digitale della crisi di Ceuta. Durante la riunione, il coordinatore spagnolo per i servizi digitali ha illustrato l'evoluzione della situazione e Bruxelles ha riferito sui contatti mantenuti con le piattaforme digitali e sulle misure adottate finora.
Nel corso della riunione, si è discusso anche della possibilità di invocare l'articolo 36 del Dsa, destinato a situazioni che rappresentano una grave minaccia per la sicurezza o la salute pubblica in parti significative dell'Unione. Tuttavia, secondo Mercier, "per il momento non è stato ritenuto necessario attivarlo".
"I partecipanti hanno anche concordato sull'importanza del coinvolgimento delle forze dell'ordine e hanno considerato questo scambio di informazioni molto utile. Hanno inoltre concordato di rimanere in stretto contatto e di continuare a monitorare l'evolversi della situazione", ha aggiunto.