Parlamento Ue: nuovi obiettivi Co2 per auto, riduzione dell'87,5% al 2035

La commissione Envi rivede i target per auto e veicoli commerciali, valorizzando combustibili sostenibili e l'acciaio decarbonizzato made in EU.

L'eurodeputato di Fi Massimiliano Salini, relatore sulla revisioni degli obiettivi Co2  - Fotogramma/Ipa
L'eurodeputato di Fi Massimiliano Salini, relatore sulla revisioni degli obiettivi Co2 - Fotogramma/Ipa
Segui Adnkronos su Google
04 novembre 2026 | 16.29
LETTURA: 3 minuti

La commissione Envi del Parlamento Europeo ha adottato la propria proposta negoziale sulla revisione degli obiettivi di emissione di anidride carbonica per le nuove autovetture e i nuovi veicoli commerciali leggeri, e sugli incentivi per i veicoli a basse emissioni prodotti nell'Ue. Il progetto di normativa, approvato con 48 voti favorevoli, 30 contrari e due astensioni, rientra, specifica il Parlamento, in un pacchetto più ampio volto a rendere il settore automobilistico europeo pulito e competitivo.

Per quanto riguarda le autovetture, gli eurodeputati propongono di ridurre l'obiettivo di abbattimento delle emissioni di Co2 dell'intero parco veicoli al 2035, portandolo dal 100% all'87,5%. I costruttori potrebbero compensare la quota residua, fissata al 7,5% dell'obiettivo di riferimento dell'Ue per il 2021, per raggiungere un obiettivo complessivo del 95%, avvalendosi di crediti legati all'impiego di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell'Ue.

Per i veicoli commerciali leggeri, gli eurodeputati propongono un obiettivo di riduzione del 35% entro il 2030, a fronte del 40% previsto nel testo della Commissione e del 50% stabilito dalla normativa vigente. L'obiettivo per il 2035 scenderebbe dal 100% all'80% (anche in questo caso, sarebbe possibile utilizzare crediti per l'acciaio a basse emissioni di carbonio, entro un limite massimo del 7,5%).

Dall'entrata in vigore delle norme e fino alla fine del 2034, i crediti per l'acciaio a basse emissioni di carbonio potranno contribuire al raggiungimento degli obiettivi specifici, sia per le autovetture che per i veicoli commerciali leggeri, per una quota non superiore al 3%.

Per chiarire l'applicazione delle nuove norme, gli eurodeputati propongono di definire i "veicoli alimentati esclusivamente con combustibili ammissibili" (Veef, dall'inglese vehicles running exclusively on eligible fuels) come autovetture e veicoli commerciali leggeri che utilizzano "esclusivamente" combustibili rinnovabili o a basse emissioni di carbonio, conformi a determinati criteri.

La definizione di "veicoli a zero emissioni" verrebbe inoltre modificata per includere sia i veicoli a zero emissioni di Co2 allo scarico, sia i Veef. Secondo gli eurodeputati, nel calcolo delle emissioni specifiche medie di Co2 di un costruttore, i veicoli elettrici di piccole dimensioni (con una lunghezza massima di 4,2 metri e prodotti nell'Ue) verrebbero conteggiati come 1,4 veicoli, mentre quelli ad alta efficienza (prodotti nell'Ue e conformi a rigorose soglie di consumo di energia elettrica) verrebbero conteggiati come 1,2 veicoli.

Nel caso in cui i veicoli siano immatricolati nell'ambito di un programma di leasing sociale, i moltiplicatori verrebbero incrementati di 0,1, portandoli rispettivamente a 1,5 e 1,3. I furgoni puramente elettrici prodotti nell'Ue verrebbero conteggiati come 1,2 veicoli dall'entrata in vigore della normativa fino alla fine del 2034, e come 1,4 veicoli a partire dal 2035.

Secondo il relatore Massimiliano Salini (Ppe, Forza Italia), "il nostro accordo segna una svolta per l'industria automobilistica europea. Sarà ancora possibile immatricolare auto con motore a combustione interna senza obblighi di compensazione, tutelando così la libertà tecnologica e ripristinando prospettive per l'intera filiera".

La decarbonizzazione, continua Salini, "non significa imporre una sola tecnologia: riconosciamo infatti come veicoli a zero emissioni anche quelli alimentati esclusivamente da combustibili rinnovabili conformi alla direttiva sulle energie rinnovabili, al pari di quelli elettrici. L'acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto in Europa potrebbe essere utilizzato fin da subito, premiando la produzione europea e rafforzando l'autonomia strategica dell'Unione". Il mandato del Parlamento per i negoziati con il Consiglio dell'Ue dovrebbe essere votato nella sessione plenaria di dicembre.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza