Quella che si è appena conclusa in Russia è stata una "operazione elettorale speciale" che ha segnato "il consolidamento di un regime autoritario", non un voto libero. La valutazione preliminare della rete di osservatori indipendenti, e sotto traccia nel Paese, che fanno capo alla piattaforma 'Atlante delle elezioni' diffusa poche ore dopo la chiusura delle urne per le elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, per la carica di governatore di otto regioni e per assemblee legislative regionali e municipali, denuncia il carattere "eccezionale" di questo voto "in termini di pressioni sui candidati, sugli osservatori, e soprattutto, sugli elettori, i cui diritti sono passati in secondo piano rispetto alla 'convenienza politica' di organizzatori formali e informali delle elezioni", una elezione che avrebbe dovuto filare liscia secondo un copione già scritto da tempo che si è invece trasformata in una "svolta" a causa dell'imprevisto Yabloko della scorsa estate che ha scomposto le autorità, costrette ad adottare misure "urgenti e straordinarie".
In attesa dei risultati definitivi che consentiranno analisi statistiche del voto, si denunciano il blocco dei seggi agli osservatori - più di 1.500 non sono stati fatti fisicamente accedere con vari pretesti già il primo giorno di voto - inaccessibilità al pubblico delle immagini della sorveglianza video delle urne e delle liste elettorali elettroniche - la chiamata agli uffici di reclutamento di uomini in coincidenza dell'apertura del voto (nelle regioni di Mosca, San Pietroburgo, Krasnodar, Karelia) per scoraggiare l'attività di osservatori, l'evidente obbligo al voto elettronico per chi ha un impiego, con il picco dei voti registrato entro un'ora e mezzo dall'inizio dell'orario di lavoro, l'inceppamento pretestuoso della distribuzione di schede, registrato a Mosca, già sabato e domenica, ma con un picco in coincidenza del 'voto a mezzogiorno' sollecitato dall'oppositore Ilya Yashin, quando la maggior parte di chi avrebbe effettuato un voto non favorevole al Cremlino si è presentata ai seggi, per costringere gli aventi diritto al voto elettronico.
Gli esperti di elezioni e delle variazioni delle posizioni dell'opinione pubblica misurate più che con i sondaggi, dall'analisi dell'attività sui social media, e dalla rete di volontari nascosti sottolineano come "mai prima d'ora in Russia elezioni legislative si sono svolte in circostanze, interne ed esterne, tanto difficili. Il background di militarizzazione generale del Paese, i metodi di emergenza e repressivi della governance della politica e dell'economia, non potevano non segnare anche le elezioni". Se il processo di controllo del voto è iniziato con largo anticipo ma l'inatteso picco di attenzione generato da Yabloko e dalle sue posizioni contro la guerra nelle tre settimane comprese fra l'accettazione della registrazione del partito, e la sua cancellazione, il 10 agosto con sentenza della Corte suprema, ha costretto le autorità ad adottare ulteriori misure urgenti e straordinarie.
Già molto prima dell'apertura delle urne erano state registrate "restrizioni controllate e deliberate" dei diritti costituzionali dei russi, vale a dire di "una competizione politica, il diritto a essere eletti, a dibattiti liberi a sostanziali e il diritto di votare liberamente, senza coercizione, guidati solo dalle preferenze personali e guidati solo dalla loro coscienza".
Misure per assicurare un voto favorevole al Cremlino "sono state adottate con largo anticipo con il voto del 2021 - con l'estensione del voto a più giorni, l'introduzione del voto elettronico in remoto, la chiusura della sorveglianza video dei seggi e delle liste di elettori elettroniche". In più negli ultimi anni, in modo particolarmente chiaro a queste elezioni, ci sono state "restrizioni ancora maggiori del suffragio passivo": "le autorità hanno maturato la capacità di privare i cittadini del diritto a essere eletti, in modo veloce e selettivo, in maniera extra giudiziale e senza alcuna giustificazione, tanto che si può parlare di privazione arbitraria dei diritti dei politici dell'opposizione".
Non c'è stato dibattito, online e in presenza, con un sistema repressivo in continuo aumento - 1.262 agenti stranieri, 893 dei quali iscritti dopo l'inizio della guerra, 415 organizzazioni indesiderabili, 268 dopo il 24 febbraio 2022 - fra cui (l'organizzazione indipendente e capillare sul territorio russo per il monitoraggio del voto, ndr) Golos, il cui co presidente Grigory Melkonyants, è in carcere dove sconta una condanna a cinque anni di prigione, esponenti di spicco di Yabloko, ma anche del Partito comunista e dei Liberaldemocratici sono stati coinvolti in procedimenti penali. Perfino esponenti importanti di Russia unita caduti in disgrazia hanno lamentato pressioni.
I seggi sono stati di fatto chiusi a qualsiasi tipo di controllo, le commissioni elettorali locali senza più alcuna forma di indipendenza. "E' stata definita all'interno del sistema una specie di corporazione elettorale chiusa, non pubblica, dipendente politicamente, subordinata alle istituzioni federali, alla Commissione centrale e all'Amministrazione presidenziali e alle autorità regionali", quando invece le commissioni elettorali dovrebbero essere organismi indipendenti.
"L'opposizione è stata schiacciata, i suoi leader sopravvissuti, così come voci indipendenti, sono stati fatti uscire dal paese o sono in carcere. L'opposizione moderata in Parlamento ha superato diversi test di lealtà e ha partecipato al sostegno sia di azioni repressive e pro guerra delle autorità che delle leggi disumane. Le forze di sicurezza controllano virtualmente tutti gli ambiti della vita pubblica. Non c'è possibilità di critica pubblica del regime, la censura militare è in atto".
"C'è stato un controllo fermo e completo della situazione e le elezioni non avrebbero potuto riservare sorprese. Candidati forti sono stati cancellati e numerosi partiti dimezzati in cinque anni". La registrazione di Yabloko ha creato però la situazione fuori copione e controllo, e ha preso il via "una politicizzazione del voto esplosiva". Nelle tre settimane fra registrazione e rimozione del partito per la pace, il numero di reazioni e commenti sui social è aumentato di 80 volte, con il partito arrivato a superare il tasso di interesse generato da Russia Unita.
Una situazione che ha richiesto l'adozione di misure non previste, come la cancellazione della registrazione del partito e l'espansione significativa della pratica del ricorso al voto forzato. In 12 regioni, sei nuove (Crimea, Sebastopoli, Luhansk. Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson, ndr) e sei al confine di quelle nuove, è stata introdotta la possibilità di voto anticipato e non è stato ammesso nessun osservatore non desiderato. Pratiche che riguardano 18 milioni di elettori su 111 milioni, il 16 per cento di quelli registrati. Nuove restrizioni sono state introdotte alla vigilia del voto contro l'accesso non autorizzato ai seggi e sui video di sorveglianza. Ai candidati è stata sottratta la possibilità di organizzare una sorveglianza video e non sempre era facile capire dove e quando era in corso il voto.
La cancellazione della candidatura di diversi candidati di Yabloko a livello locale viene interpretata dagli osservatori indipendenti della piattaforma in questo senso, per togliere loro la possibilità di invitare osservatori (ogni candidato ha diritto a raccomandare nomi di osservatori ai seggi). Sono quintuplicate le pressioni per costringere gli elettori al voto, con pressioni delle istituzioni per un voto per Russia unita, con anche la richiesta di foto della scheda.
Il voto elettronico, che maggiormente si presta a falsificazioni per assenza totale di controlli, ha seguito un 'pattern' identico in 32 regioni: le persone hanno iniziato a votare in massa il primo giorno di apertura delle urne alle 8 del mattino, proprio all'arrivo sul posto di lavoro. Con un sovraccarico del sistema, e un picco in tutte le regioni nella prima ora e mezzo di voto. Che ha portato a uno stop del sistema.
A Mosca poi non è stato possibile far votare su schede su carta gli elettori proprio in coincidenza di metà giornata, domenica, quando erano attesi alle urne più oppositori. Dall'inizio del voto hanno cominciato comunque a essere segnalate prove di falsificazioni, dati falsi sull'affluenza, con dati quasi identici ufficiali nello stesso comune o anche in una intera regione. C'è stato un ampio uso del voto 'porta a porta', osservatori sono stati fatti andare via prima dell'inizio dello scrutinio, quelli rimasti erano tenuti lontano dalla zona di conteggio o soggetti a pressioni psicologiche. Il conteggio dei voti è avvenuto in modo non regolare, con operazioni simultanee e non controllate. I sigilli dei pacchi con le schede sono stati infranti e gli atti di accompagnamento esibiscono segni di contraffazione. In alcuni casi, le commissioni hanno sospeso le operazioni di conteggio in attesa di telefonate di approvazione da 'curatori'.