Il ministro degli Esteri: "Attacchi di Kiev contro le nostre infrastrutture per destabilizzarci. Mai avuto risposte sull'aiuto dell'intelligence Usa per i raid ucraini contro la Russia"
La Russia è pronta ad ascoltare possibili nuove proposte per la soluzione della guerra in Ucraina. Ad affermarlo, all'indomani delle minacce della sua portavoce su potenziali obiettivi militari britannici, è il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una intervista all'emittente tv Rbc.
Come riporta l'agenzia Interfax, Lavrov ha ricordato l'atteggiamento degli Stati Uniti che nelle scorse settimane si erano detti "interessati a risolvere la crisi ucraina", aggiungendo "che bisognava cercare nuovi approcci". Ma "la Russia è pronta ad ascoltare nuove proposte" - ha spiegato il ministro - "e nel frattempo, continuiamo a lavorare sul campo". Lavrov ha ricordato le parole del presidente russo Vladimir Putin, secondo cui la Russia è sempre pronta a negoziare, ma non "dichiarerà alcun cessate il fuoco durante i negoziati". "L'incendio si spegnerà solo quando ci sarà un accordo completo e a lungo termine", ha sottolineato il ministro.
Washington, ha poi affermato Lavrov, non ha mai risposto ad alcuna richiesta di Mosca circa la possibile fornitura da parte degli Stati Uniti di informazioni di intelligence per attacchi sul territorio russo. Su questo "non abbiamo ancora ricevuto una sola risposta", ha dichiarato il ministro, aggiungendo che "da parte nostra non c'è stato alcun ultimatum" agli americani riguardo al possibile trasferimento di dati di intelligence all'Ucraina.
Commentando quindi gli attacchi dei droni ucraini contro le raffinerie, i magazzini e le infrastrutture civili russe, ha affermato che Kiev sta tentando di destabilizzare la società. Per Lavrov "non dobbiamo cedere ai tentativi che lo stesso Volodymyr Zelenskyy sta attivamente fomentando con il sostegno degli europei per destabilizzare la nostra società. Il tutto mentre i Paesi occidentali - ha affermato - "rimangono vergognosamente in silenzio". Secondo Lavrov "purtroppo, sia il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres che il Commissario per i diritti umani Türk tacciono" perché "si sono schierati chiaramente e fermamente dalla parte del regime ucraino".
Mosca ha intanto minacciato di colpire siti militari britannici in risposta agli attacchi ucraini, condotti sul territorio russo con armi fornite da Londra, ha riferito Bloomberg. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova ha avvertito ieri che la reazione potrebbe riguardare "qualsiasi installazione militare britannica" in Ucraina e altrove.
Ma nella serata di ieri il presidente Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca, ha assicurato che "Putin non attaccherà un territorio della Nato" e ha definito i suoi colloqui con il leader russo "buoni". Trump ha inoltre ridimensionato le preoccupazioni nate dopo la visita a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, che martedì ha incontrato il capo dell'intelligence russa Sergey Naryshkin.
Due persone sono morte a seguito degli attacchi delle forze russe nella regione di Dnipropetrovsk. Lo riferisce l'agenzia di stampa ucraina Ukrinform, citando Oleksandr Hanzha, capo dell'Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk che su Telegram ha precisato che le forze russe hanno sferrato nella notte 10 attacchi, utilizzando bombardamento aereo, droni e artiglieria.
Nel distretto di Nikopol, gli attacchi hanno colpito il capoluogo di distretto e le località di Pokrovske, Marhanets e Chervonohryhorivka. Un'attività commerciale e un supermercato sono stati danneggiati. Nel distretto di Synelnykove, la località di Vasylkivka è stata attaccata. Sono state danneggiate abitazioni private e un'auto.
Intanto le autorità di Kherson, nel sud del Paese, hanno esortato i residenti ad evacuare la città a causa del pericolo rappresentato dai bombardamenti russi, che si stanno intensificando e rischiano di lasciare la città senza elettricità né riscaldamento prima dell’inverno. "Mi rivolgo ancora una volta agli abitanti di Kherson, in particolare alle famiglie con bambini e agli anziani: se ne avete la possibilità andate via, vi prego!", ha dichiarato su Telegram il governatore regionale Oleksandre Prokoudine. "Il nemico intensifica ogni giorno i suoi attacchi contro le infrastrutture essenziali della regione", ha avvertito, segnalando una "situazione di sicurezza estremamente difficile".
La città di Kherson, che prima della guerra contava circa 280.000 abitanti, è stata sotto il controllo russo da marzo a novembre 2022. Le forze russe sono ora schierate sull’altra sponda del fiume Dniepr che la costeggia, il che la rende particolarmente vulnerabile ai bombardamenti russi.