L'Ue lancia una strategia coordinata per affrontare le sfide specifiche di isole e regioni costiere, migliorando trasporti e contrastando il declino demografico.
La Commissione Europea ha lanciato una strategia dedicata alle isole dell'Unione e un'altra dedicata alle comunità costiere, che delineano per la prima volta un approccio europeo coordinato a questi particolari territori. Le isole, sottolinea il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, devono affrontare costi molto più elevati per i trasporti, "il costo dell'insularità" che alcuni cittadini dell'Ue si trovano a pagare. La strategia "è un punto di partenza", precisa.
Le strategie sono dedicate alle necessità specifiche dei 17 milioni di europei che vivono su oltre 4mila isole in 16 Stati membri, incluse le tre isole-nazione dell'Unione (Malta, Cipro e Irlanda) e dei 95 milioni di persone che vivono lungo gli oltre 70mila chilometri di coste dell'Ue, in 22 Stati membri. Per il commissario alla Pesca Costas Kadis, le coste sono "essenziali" anche perché molte "costituiscono il confine marittimo dell'Ue", ma devono affrontare problemi come il "declino demografico".
La strategia per le isole si articola in quattro pilastri e punta a promuovere l'imprenditorialità, la diversificazione delle economie locali, il turismo sostenibile e la digitalizzazione, affrontando al contempo le lacune di connettività che limitano l'attività economica e la vita nelle isole. Punta poi ad accelerare la decarbonizzazione, le energie rinnovabili, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la tutela della biodiversità.
Si propone anche di rafforzare i servizi pubblici, la sanità, l'edilizia abitativa, l'istruzione e l'inclusione sociale per contrastare lo spopolamento e trattenere i giovani. Infine, mira a rafforzare la resilienza contro i disastri naturali legati alla crisi climatica, ai rischi marittimi e ad altre minacce emergenti.
La strategia per le aree costiere, dal canto suo, mira a potenziare le comunità costiere nella pianificazione dello spazio marittimo attraverso il prossimo Ocean Act, promuovendo l'uso sostenibile del capitale naturale dell'oceano. Punta anche a sostenere i cluster e le filiere della bioeconomia blu nelle aree costiere attraverso progetti locali, nell'ambito della futura Iniziativa europea per l'innovazione nella bioeconomia blu.
Vuole anche sviluppare un sistema di certificazione per i crediti di carbonio blu al fine di creare nuove opportunità per i servizi e il reddito dell'economia blu per le comunità costiere. Infine, si propone di promuovere la resilienza climatica attraverso una maggiore valutazione dei rischi, la mappatura degli investimenti e il sostegno allo sviluppo delle capacità per l'adattamento costiero, coinvolgendo la Banca europea per gli investimenti.