Assobalneari, ripristinare tavolo tecnico nazionale su mappatura risorsa demaniale marittima, lacuale e fluviale

Al governo e al presidente della Conferenza delle Regioni lettera che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare

Assobalneari, ripristinare tavolo tecnico nazionale su mappatura risorsa demaniale marittima, lacuale e fluviale
19 maggio 2026 | 12.13
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Ripristinare il tavolo tecnico nazionale sulla mappatura della risorsa demaniale marittima, lacuale e fluviale e l’adozione urgente di un provvedimento legislativo ad hoc che garantisca la continuità aziendale e di esercizio per le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali e che consenta contestualmente ai Comuni la sospensione delle procedure selettive attualmente in corso, sino al completamento della nuova attività istruttoria nazionale e di adozione di un provvedimento legislativo di proroga tecnica delle concessioni ai fini della corretta applicazione dell’articolo 12 della Direttiva 2006/123/CE. E' questa la richiesta che Assobalneari Italia-Federturismo Confindustria al governo e al presidente della Conferenza delle Regioni, fatta in una lettera che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare. "Il Tavolo tecnico istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri - si legge - con il coinvolgimento di numerosi Ministeri aveva avviato una attività istruttoria finalizzata alla verifica della effettiva disponibilità della risorsa demaniale italiana, producendo dati che evidenziavano l’assenza di una scarsità generalizzata e uniforme delle coste nazionali. Tale attività istruttoria, tuttavia, risulta essersi concentrata prevalentemente sui litorali marini, senza sviluppare una organica e sistematica acquisizione dei dati relativi alle aree demaniali lacuali e fluviali interessate da attività turistico-balneari".

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"In numerosi territori italiani, infatti, le attività balneari - si spiega - si sviluppano stabilmente anche lungo laghi e fiumi, con la presenza di stabilimenti perfettamente organizzati e strutturati, del tutto analoghi a quelli operanti lungo le coste marine. Situazioni di questo tipo risultano presenti non solo nei principali laghi italiani, quali il Lago di Garda, il Lago Maggiore, il Lago di Como, il Lago d’Orta e il Lago d’Iseo, ma anche in numerose realtà territoriali minori fortemente vocate al turismo balneare. Ne consegue che una valutazione realmente completa della eventuale scarsità della risorsa naturale non possa prescindere dalla considerazione anche delle aree lacuali e fluviali".

"La stessa Corte di Giustizia dell’Unione Europea - ricorda - nella sentenza del 20 aprile 2023, causa C-348/22 (Comune di Ginosa), ha chiarito che 'spetta agli Stati membri determinare i criteri applicabili per valutare la scarsità delle risorse naturali' e che la relativa verifica deve essere effettuata sulla base di dati concreti e non di presunzioni astratte o generalizzate. Parimenti, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nelle sentenze riunite C-458/14 e C-67/15 (Promoimpresa), ha espressamente affermato che l’articolo 12 della Direttiva si applica esclusivamente: 'qualora il numero di autorizzazioni disponibili sia limitato a causa della scarsità delle risorse naturali'. Ne deriva che il presupposto giuridico necessario per l’eventuale avvio delle procedure ad evidenza pubblica è rappresentato proprio dalla preventiva verifica concreta della eventuale scarsità della risorsa naturale disponibile".

Per Assobalneari "si ritiene inoltre opportuno evidenziare come appaia particolarmente delicata, sul piano istituzionale e giuridico, l’affermazione contenuta nella sentenza n. 17/2021 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, laddove viene sostanzialmente data per presupposta la scarsità della risorsa demaniale marittima. Tale affermazione, infatti, non risulta fondata su una specifica istruttoria tecnica nazionale né su una attività ricognitiva organica della effettiva disponibilità della risorsa demaniale italiana. La stessa Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nelle sentenze Promoimpresa e successivamente nella sentenza C-348/22 (Comune di Ginosa), ha chiarito che la scarsità della risorsa costituisce un presupposto fattuale e tecnico che deve essere oggetto di verifica concreta sulla base di dati oggettivi, territorialmente coerenti e non fondati su presunzioni astratte o generalizzate. In tale contesto, appare difficile ritenere che la scarsità della risorsa possa essere considerata 'notoria' in assenza di una preventiva attività istruttoria nazionale completa ed aggiornata. L’accertamento della eventuale scarsità della risorsa costituisce infatti una attività di natura tecnica, amministrativa e programmatoria che rientra nella sfera di competenza delle istituzioni politiche e amministrative preposte alla gestione del demanio e alla programmazione del territorio. Proprio per tale ragione, il completamento della mappatura nazionale delle aree marittime, lacuali e fluviali appare oggi indispensabile anche al fine di evitare che il tema della scarsità venga affrontato attraverso presunzioni interpretative non supportate da una adeguata verifica tecnico-amministrativa".

Alla luce di tali principi, dice all'Adnkronos/Labitalia il presidente Fabrizio Licordari "Assobalneari Italia ritiene necessario: il ripristino per legge del Tavolo tecnico nazionale il completamento della mappatura attraverso l’inclusione organica delle aree lacuali e fluviali; il coinvolgimento delle Regioni interessate dal fenomeno delle concessioni lacuali e fluviali, tra cui in particolare Lombardia, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige; la predisposizione di una istruttoria nazionale completa ed omogenea sulla reale consistenza della risorsa demaniale destinabile ad attività turistico-balneari. Tale percorso appare oggi indispensabile per verificare se sussistano effettivamente i presupposti giuridici richiesti dall’articolo 12 della Direttiva Bolkestein ai fini dell’eventuale ricorso alle procedure comparative". "Per tali ragioni - avverte - Assobalneari Italia chiede altresì al Governo l’adozione urgente di un provvedimento legislativo ad hoc che garantisca la continuità aziendale e di esercizio per le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali e che consenta contestualmente ai Comuni la sospensione delle procedure selettive attualmente in corso, sino al completamento della nuova attività istruttoria nazionale.

"Una simile misura - rimarca - avrebbe carattere strettamente tecnico e temporaneo e risulterebbe finalizzata esclusivamente: a garantire certezza giuridica; ad evitare procedure potenzialmente fondate su un quadro istruttorio incompleto; a consentire una verifica oggettiva della reale disponibilità della risorsa; a permettere una corretta e non automatica applicazione della Direttiva 2006/123/CE. Assobalneari Italia ritiene infatti che il tema della scarsità della risorsa rappresenti il presupposto giuridico centrale dell’intera disciplina europea e che esso debba essere affrontato attraverso dati completi, verificabili e territorialmente coerenti. Come scritto nella lettera: confidando nella sensibilità istituzionale del Governo e delle amministrazioni coinvolte, si resta a disposizione per ogni eventuale contributo tecnico e per la partecipazione ai lavori del tavolo tecnico nazionale".

(di Sabrina Rosci)

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