Libano, tregua ma Israele attacca nel Sud. Hezbollah: "Pieno diritto di rispondere"

Raid aereo contro la città di Nabatieh, attaccato anche il villaggio di Qannarit

Bandiera Hezbollah - Afp
Bandiera Hezbollah - Afp
20 giugno 2026 | 07.41
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Sono almeno 16 le persone che sono state uccise oggi in Libano e 12 quelle rimaste ferite a causa dei raid aerei israeliani condotti il giorno dopo l'entrata in vigore ieri alle 15 del cessate il fuoco concordato da Israele e Hezbollah. Lo rende noto la protezione civile libanese riferendosi agli attacchi israeliani contro il distretto di Nabatieh, nel sud del Paese.

Il personale della protezione civile ha trasportato in ospedale "16 morti e 12 feriti", si legge in un comunicato. La protezione civile, prosegue la nota, è al lavoro "dalle prime ore del mattino" nel distretto di Nabatieh in risposta agli "attacchi che prendono di mira la zona".

Secondo l'agenzia di stampa libanese Nna, aerei da guerra e droni israeliani hanno effettuato una serie di attacchi nella zona di Nabatieh durante la notte e nelle prime ore del mattino, distruggendo edifici residenziali e case, mentre l'artiglieria israeliana ha bombardato Nabatieh e la sua periferia prima dell'alba.

Ed è di almeno "sette morti e tredici feriti" il bilancio preliminare di un nuovo attacco israeliano contro il villaggio di Qannarit, vicino alla città meridionale di Sidone, ha riferito l'agenzia di stampa Nna mentre proseguono i raid aerei che Israele conduce nel sud del Libano nonostante l'accordo di cessate il fuoco raggiunto ieri con Hezbollah.

"La continuazione dei brutali attacchi di Israele mira a ostacolare qualsiasi soluzione che permetta il ripristino della stabilità in Libano", ha dichiarato l'esercito libanese in un comunicato stampa postato su X, a condanna dei continui raid. L'esercito libanese afferma inoltre che nell'attacco condotto oggi dalle Idf è stato ucciso "un ufficiale militare" sulla strada Kafr Reman-Nabatieh.

''Il Libano non è nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina ripetutamente il Libano nella distruzione, privando i libanesi di stabilità, sicurezza e prosperità'', ha affermatointanto il colonnello Ella Wawiya, portavoce delle Idf, in un post su X. Se Hezbollah smettesse di violare gli accordi e di compiere da attività ostili, secondo Wawiya "la calma e la stabilità potrebbero essere raggiunte per entrambe le parti, israeliani e libanesi".

''Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, anziché sulla continua spirale di scontri'', ha aggiunto il colonnello israeliano.

Hezbollah: "Pieno diritto di rispondere"

Hezbollah ha intanto rivendicato "il pieno diritto" di rispondere, ha dichiarato il deputato sciita Hassan Fadlallah, mentre in una nota Hezbollah ha fatto sapere di aver contrastato nella notte un tentativo di infiltrazione delle Idf verso le colline che sovrastano la città di Nabatieh nel sud del Libano.

"Ancora una volta, approfittando del cessate il fuoco, la scorsa notte il nemico ha tentato un'infiltrazione verso le colline di Ali Taher", ha dichiarato Hezbollah in un comunicato, aggiungendo che i combattenti hanno teso un'imboscata alle truppe israeliane e "le hanno affrontate con armi adeguate". Hezbollah "dichiara che, pur rimanendo fedele al cessate il fuoco, non mostrerà alcuna indulgenza nel contrastare qualsiasi tentativo nemico di espandere la propria occupazione", aggiunge il comunicato.

Fadlallah ha invece sottolineato che a Hezbollah "ciò che ci preoccupa è che il nemico rispetti pienamente e in modo completo il cessate il fuoco e non tenti di attaccare il nostro Paese e i nostri villaggi o di occupare nuove posizioni". Il parlamentare ha aggiunto che "la resistenza ha il pieno diritto di affrontare questo nemico quando ci attacca, poiché è l'aggressore e l'occupante".

L'intesa fragile e l'alert degli 007 Usa

L'intesa è arrivata ieri dopo una notte di attacchi condotti da Hezbollah nel sud del Libano - che hanno portato all'uccisione di quattro soldati israeliani - e la minaccia del ministro per la sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir: "Tutto il Libano deve bruciare". Dopo il raggiungimento dell'accordo con Hezbollah, il portavoce militare israeliano Avichay Adraee ha scritto su X che l'esercito israeliano "godrà di piena libertà operativa per eliminare le minacce in ogni area in cui il capo di Stato Maggiore ha disposto tutte le capacità necessarie alle forze militari sul campo".

L'intelligence americana è convinta che Israele continuerà i raid contro Hezbollah nel sud del Libano nonostante l'accordo, scrive intanto il New York Times citando proprie fonti, secondo le quali Israele è frustrata dall'accordo che gli Stati Uniti hanno raggiunto con l'Iran.

Inoltre, prosegue il giornale, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si trova ad affrontare una pressione politica interna che gli chiede di continuare a colpire Hezbollah per garantire la sicurezza delle comunità israeliane che vivono al nord.

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